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Attualità | 05 febbraio 2011, 09:00

Fondi nazionali ai comuni montani: per quelli più piccoli in arrivo pochi spiccioli

Nella Granda, va a Borgo San Dalmazzo la cifra più alta: poco più di 15.500 euro

Il piccolo paese di Briga Alta

Il piccolo paese di Briga Alta

Il presidente di Uncem Piemonte Lido Riba, tramite un comunicato, esprime il suo totale disaccordo su quanto è stato deciso dal Ministero dell'Interno nella giornata del 4 febbraio in merito al riparto dei fondi nazionali ai Comuni “montani” del Piemonte e delle altre Regioni Italiane. Su un totale di 16 milioni di euro, al Piemonte ne tocca, in totale, poco più di uno. 

Il criterio di distribuzione, tra i 559 comuni della Regione, si basa sul numero di abitanti. Riba definisce questo criterio una " decisione assurda, semplicistica. Gli effetti sono immaginabili. I grandi Comuni dei fondo valle ricevono gran parte delle risorse e i piccoli centri delle vallate alpine e appenniniche, le briciole. Pochi spiccioli. In cima alla classifica ci sono Pinerolo (Comune che non si trova più in Comunità montana) che riceve 45.356,68 euro, Domodossola con 23.724,40 euro, Giaveno con 20.775,30 e Omegna, con 20.703,03 euro. Tutti grandi centri, città di grandi dimensioni. E i piccoli Comuni delle Terre Alte, con pochi abitanti, grande dispersione territoriale, molte frazioni, sovracosti nell’organizzazione dei servizi per i residenti? Tutti in fondo alla classifica, con cifre che fanno sorridere" - prosegue il presidente di Uncem Piemonte.

Per quanto riguarda la provincia di Cuneo, dove le Terre Alte abbondano, si scopre che a fare la parte del "leone" - si fa per dire - c'è Borgo San Dalmazzo, cui spettano 15.589 euro. A seguire, Busca e Boves, con poco più di 12.500 euro. Seguono via via Barge, Dronero, Caraglio, Verzuolo, Bagnolo, fino ad arrivare a Entracque che, con 1004 euro, è l'ultimo comune a superare quota 1000 di contributo. I piccoli comuni delle nostre valli, da Martiniana a Monterosso, da Nucetto ad Aisone, le cifre si abbassano sempre di più, fino ad arrivare ai 106 euro di Argentera, i 99 euro di Marmora e i 61 euro di Briga Alta

"Gli ultimi Governi - continua Riba - hanno cercato di risolvere tutti i problemi della macchina amministrativa italiana, togliendo le Comunità montane additate come fulcro della spesa e dello sperpero del denaro pubblico e dunque dannose per il sistema. Dopo due sentenze della Corte Costituzionale, che ne impedivano l’eliminazione dai tavoli dei palazzi romani, la materia è stata demandata alle singole Regioni. Ma lo Stato ha eliminato il fondo montagna. E la suddivisione di una parte di quei fondi, è priva di criterio. Manca cioè la consapevolezza dei bisogni delle Terre Alte e dei piccoli Comuni in cui sopravvive un modello di socialità, di cultura e di organizzazione amministrativa diverso dalla pianura, da comprendere e sostenere con strumenti differenti. Le Comunità montane sono, qui in Piemonte, la chiave di volta indispensabile per garantire alle Terre Alte servizi e strumenti grazie ai quali sopravvivere, creando sviluppo a partire dalle ricchezze del territorio. Lo ha compreso bene la Regione Piemonte che nel bilancio ha previsto 20 milioni di euro per garantire la sopravvivenza e naturalmente la crescita degli enti. Un sostegno concreto alla montagna. Nato non certo con i criteri di questo ennesimo provvedimento statale improvvisato".

 

r.g.

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