Riceviamo e pubblichiamo:
Ieri la città di Cuneo, come trascinata da una macchina del tempo, si è ritrovata improvvisamente negli anni 70. Nei giorni scorsi abbiamo assistito attoniti a un crescendo di violenze verbali messe in atto da esponenti delle istituzioni locali che non trova riscontro negli ultimi anni, e che, come inevitabile, ha avuto pesanti ripercussioni nella giornata di sabato. Pur non avendo nessuna comunanza culturale, ideologica e politica con l'associazione Casapound, non possiamo non denunciare il comportamento fazioso di chi ha prestato il fianco a quelle frange estreme di sinistra che hanno assaltato la sede che veniva inaugurata e che hanno provocato feriti anche fra le forze dell’ordine.
Farneticanti sono state le parole del Consigliere comunale di Rifondazione comunista che ammonivano che si sarebbe impedito con ogni mezzo l'apertura di un circolo di estremisti di destra nella città di Cuneo. Altrettanto colpevole è il sindaco che, per l’occasione, non ha trovato di meglio che convocare con urgenza il comitato antifascista. Il loro richiamo della foresta ha portato a Cuneo da Torino numerosi anarchici e militanti dei centri sociali, che hanno fatto degenerare con violenze la situazione, puntando a creare un “mostro”, Casapound, appunto,che a Cuneo non può dare fastidio ad alcuno, ma che può servire politicamente in loco a rilanciare i masaniello comunisti e un sindaco giunto alla fine del suo mandato amministrativo.
Alessandro Balocco - Responsabile regionale Gioventù Italiana
Fabio Mottinelli - Segretario Provinciale Gioventù italiana