L’arte come ragione di vita e come passione, o meglio come grande amore. L’arte nei pensieri e nelle parole, quelle dette e quelle scritte, quelle disegnate e quelle immaginate. E l’arte soprattutto nelle immagini. Quelle sapientemente dipinte, ma anche quelle abilmente fotografate o descritte in versi. Questo è Gianni Bologna, artista nato a Mondovì 45 anni fa, oggi residente a Nucetto. Un diploma da geometra e poi anni spesi a progettare nell’ambito della telefonia, sempre però con quella passione che dominava il cuore e l’anima: la pittura.
Cinque anni fa la grande svolta, la decisione che ha cambiato la sua vita: basta con i progetti e tutto il tempo da dedicare ai colori, alle tele e non solo.
Non è certo stato facile, ma oggi Gianni è un artista conosciuto e apprezzato, ormai “sdoganato” non solo dall’ambito locale ma anche nazionale. Difficile definirlo, lui stesso ammette che “Non posso e non voglio imbrigliarmi in definizioni, anzi le sfuggo. Sono semplicemente un artista, perché attraverso la mia arte cerco di essere un uomo migliore e nel contempo spero di dare degli appigli a chi ha voglia di cercare fuori e dentro, a chi ha voglia di viaggiare leggero sul mondo ma con un pesante bagaglio di conoscenza,in primo luogo di se stessi. Qualcosa di vero c’è sempre dietro la porta…”
Nella sua mente sono ben precisi ideali e obiettivi e cerca di raggiungerli solamente con le sue idee e le sue potenzialità. Lui crede nei momenti, quelli che ti possono cambiare la giornata, se non la vita. E chiamarlo pittore può realmente sembrare riduttivo, visto che è un ottimo fotografo, un poeta e anche scrittore, anche se il suo romanzo è ancora lì che aspetta di essere finito e pubblicato. Insomma, un artista a tutto tondo. E se gli chiedi “Perché artista? Perché c’è un altro modo. Un altro modo di cosa? Un modo di fare dell’altro. – E ancora – Cosa mi fa arrabbiare? La distruzione dell’intimo e non parlo delle mutande. Cosa mi dà serenità? Credere che ci sia un altro modo”. Crea progetti, collezioni e pezzi unici per privati, società ed enti pubblici, restando ad oggi un’artista indipendente.
Fra i suoi lavori più importanti sicuramente quello di tre anni fa, realizzato per la Swatch Group. Le sue collezioni descrivono il mondo, quello grande un cui viviamo e quello piccolo in cui sogniamo, piangiamo e ci emozioniamo. Quel mondo piccolo come Nucetto, quell’angolo di mondo in cui Gianni ha deciso di vivere e lavorare. Nella sua biografia troviamo “[…] Non cerchiamo appigli nei suoi lavori, nella ricerca della insicurezza si trovano nuove sfumature, perseguire l’equilibrio costantemente preclude nuove soluzioni […]” e poi ancora “[…] Sulla superficie sceglie la velocità di esecuzione, la continuità senza interruzione, in profondo lo sguardo deve essere lento nella ricerca di segni e anfratti che nascono spostando il piano di visione […]” Latitudini, Momenti, Tessuti Urbani, Atti e intenzioni sono solo alcune delle sue collezioni, i cui pezzi sono visibili sul suo sito www.giannibologna.eu. L’ultima è Ci credi?, costituita da dipinti fatti su lamiera. Lui la descrive così: “C’è anche gente che è serena mentre vive in baracce di lamiera contorta. C’è gente che ha negli occhi una luce viva perché vive anche se raccoglie acqua sporca dalle pozzanghere. Gente che noi pensiamo sola e disperata ha trovato nella povertà delle cose l’opera d’arte che è già dentro di sé e l’ha liberata vivendo una vita piena. Questa la differenza tra voler star bene e cercare di stare meglio a prescindere dalla condizione. Si ricomincia dalla lamiera contorta, arrugginita, bombardata…”