Politica - 05 marzo 2011, 08:50

Il PD provinciale: "Sui 150 anni dell'Unità d'Italia la Lega Nord prevarica il PdL"

Il Partito Democratico contro le mancate scelte della giunta leghista in capo a Gianna Gancia

Con quattro giorni di ritardo sui tempi utili per l'approfondimento, il gruppo consiliare provinciale del PD interviene su quanto scritto da targatocn.it martedì a seguito della riunione della quinta Commissione Consiliare Permanente sulle iniziative previste per l'Unità d'Italia. In sintesi, gli eventi promossi dalla Provincia saranno un patrocinio e l'organizzazione delle giornate dedicate a Einaudi. Un terzo appuntamento a cui la Provincia di Cuneo è chiamata a partecipare si terrà a Torino e vede la Regione come sponsor. In sostanza gli unici investimenti reali sono 60- 70mila euro per le giornate “Lezioni Luigi Einaudi” programmate per il cinquantenario dalla morte dello statista.

Con una nota diramata ieri sera il Partito Democratico commenta la scelta della Provincia: "Può sintetizzarsi con un cortese no, grazie l’atteggiamento della Provincia di Cuneo nei confronti della ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia".

Sul mancato investimento di fondi interviene ancora il PD: "Una situazione palesemente stridente con quanto avvenuto solamente un anno fa quando si celebrò il 150° della costituzione della Provincia di Cuneo. In quell’occasione non si lesinarono manifestazioni né utilizzo di svariate decine di migliaia di euro. L’assenza di una qualsivoglia iniziativa non è certo frutto di un caso, ma la conferma di un prevaricante ruolo della Lega Nord nella conduzione dell’amministrazione provinciale che ha ridotto al ruolo di comparsa il PdL. Un rapporto di forza squilibrato che ha già visto gli esponenti del partito di Berlusconi piegarsi al momento della composizione degli organi di rappresentanza del Consiglio, della Giunta, del successivo rimpasto. Situazione che si ripropone in occasione di ogni qualsiasi atto deliberativo che ripetutamente vede il prevalere della Lega Nord nei confronti del timido alleato".

Senza proposte, ma con un commento si conclude il comunicato: "Un sussulto d’orgoglio sull’Unità d’Italia non avrebbe risolto i problemi di un partito ormai a semplice rimorchio ma avrebbe dato almeno un segnale di vitalità. Il valore e dovere di riconoscerci italiani e parte di un unico Paese lo dovrebbero meritare".  

FrAi