A Enzo Bettiza è stato assegnato il riconoscimento “Il Maestro di Bere il Territorio”, nell’ambito della decima edizione del Concorso letterario nazionale promosso da Go Wine. Un’iniziativa culturale nazionale che si propone di diffondere una cultura positiva del consumo del vino di qualità. Il riconoscimento al “Maestro” è stato istituito a partire dalla terza edizione e si propone di premiare importanti figure della letteratura e in generale della cultura italiana, che possano essere di riferimento per i più giovani scrittori o testimoni di un particolare rapporto con l’identità dei luoghi e della civiltà materiale che li caratterizza.
Il riconoscimento de “Il Maestro” è stato nelle precedenti edizioni attribuito a Luigi Meneghello, Niccolò Ammaniti, Claudio Magris, Lorenzo Mondo e Gianmaria Testa, Sebastiano Vassalli, Dacia Maraini, Alberto Arbasino. La giuria del Concorso è composta da Giorgio Barberi Squarotti (Università di Torino), Gianluigi Beccaria (Università di Torino), Valter Boggione (Università di Torino) e Bruno Quaranta (La Stampa-Tuttolibri), Gigi Brozzoni (Direttore Seminario Veronelli), Massimo Corrado (Associazione Go Wine), Salvo Foti (Enologo).
Il premio sarà ritirato dallo scrittore nell’ambito della cerimonia di premiazione del Concorso che si svolgerà sabato 26 marzo presso il Teatro Sociale G. Busca di Alba.
Enzo Bettiza nasce a Spalato nel 1927 in una benestante famiglia che apparteneva alla allora nutrita minoranza italiana di Spalato, avendo optato per la cittadinanza italiana, pur risedendo in territorio Iugoslavo. Dopo la Seconda guerra mondiale la famiglia Bettiza fu espropriata dei propri beni ed espulsa dalla Jugoslavia. Bettiza è stato direttore di quotidiani e autore di numerosi libri. La sua attività si è incentrata soprattutto sullo studio dei paesi mitteleuropei. Nel periodo 1957-1964 è stato corrispondente per il quotidiano La Stampa, prima da Vienna e poi da Mosca. Poi è passato al Corriere della Sera per il quale ha lavorato, sempre come corrispondente dall'estero, per dieci anni.
Bettiza fondò con Indro Montanelli Il Giornale, di cui sarà dal 1974 al 1983 condirettore vicario. Fu senatore della Repubblica dal 1976 al 1979. Molto attiva anche la sua attività politica in Italia (membro del Parlamento europeo dal 1976, è stato eletto alle elezioni europee del 1979 per le liste del Partito Liberale Italiano, riconfermato nel 1984 e nel 1989 per il Partito Socialista Italiano). Ha aderito dapprima al Gruppo liberale e democratico (1976-1989), poi al Gruppo socialista (1989-1993), infine al neo-costituito gruppo del Partito del Socialismo Europeo (1993-1994).
Attualmente è editorialista de La Stampa. Tra le sue opere letterarie "Esilio", Mondadori 1996, Premio Campiello nel 1996, "Memoria dell'infanzia e adolescenza nella natia Dalmazia mitteleuropea degli anni 20-40", e il romanzo "I fantasmi di Mosca", Mondadori 1993, acuta riflessione sul totalitarismo negli anni delle purghe staliniane, considerato il più lungo romanzo mai scritto in lingua italiana. “1989, la fine del Novecento”, Mondatori 2009, rappresenta l’ultima pubblicazione in ordine di tempo e rende ragione della figura di Bettiza come grande testimone del novecento.