Politica - 22 aprile 2011, 16:40

Il crollo dell'ala comunale approda in Consiglio a Borgo San Dalmazzo. Varrone: "Mai minimizzato"

Alle accuse della minoranza il primo cittadino ha ribattuto: "Ho lavorato tutta la notte ed alle 8 del mattino ero di nuovo lì con due giornalisti. Informazione corretta"

Soltanto 4 i punti all’ordine del giorno ieri sera per il consiglio comunale di Borgo San Dalmazzo, in attesa della seduta in cui si discuterà il bilancio consuntivo 2010, che si terrà la prossima settimana. L’unica interrogazione in discussione è stata quella presentata dal gruppo Pedona Libera pochi giorni dopo il crollo di un’ala del palazzo comunale in cui si elencavano alcune domande riguardo l’accaduto, gli interventi effettuati e si chiedevano alcune delucidazioni. La risposta, accurata e dettagliata, è venuta dal sindaco, Pierpaolo Varrone. La discussione, contrariamente alla prassi delle interrogazioni, ha coinvolto tutti i consiglieri.

Tra la maggioranza di Insieme per Borgo e Pedona Libera il confronto era già avvenuto nei giorni scorsi a suon di comunicati stampa e dichiarazioni ai giornali. “Non accettiamo che si dica che abbiamo strumentalizzato la cosa per far polemica – ha detto Marco Borgogno -. Questo è un fatto grave, che coinvolge tutti e riteniamo che dovesse essere condiviso con il consiglio comunale. Di inchiesta della Procura ha parlato il Sindaco, non ce la siamo inventata. È un momento in cui bisognerebbe essere uniti, mentre voi fate di tutto per dividere i consiglieri”.

La risposta del capogruppo di maggioranza Beppe Bernardi: “Ho parlato di strumentalizzazione perché mi auspicavo che nessuno usasse la questione per attaccare gli avversari politici, ma non ho accusato nessuno e mi fa piacere che nessuno abbia “sfruttato” il fatto per far polemica. Andremo avanti con la ricerca dei responsabili, ma non si può imputare nulla a nessuno, per ora”. Varrone ha poi ricordato come la richiesta di acquisizione degli atti da parte della Spresal e del Magistrato abbia seguito un iter del tutto normale, dopo l’intervento dei Vigili del fuoco e non sia legata ad un’inchiesta.

Benito Guglielmi (La Destra) ha consigliato di verificare se la soletta realizzata in cemento armato negli anni ’80 al di sopra delle due interessate dal crollo “abbia forse compromesso la tenuta da parte dell’edificio crollata, e se negli anni successivi si sia proceduto ad eventuali verifiche. Non per lanciare denunce generiche, ma per richiamare chi di competenza alla responsabilità di sempre controllare e prevenire eventi pericolosi per la comunità”. Al consigliere non è piaciuta l’interrogazione di Pedona Libera, perché “l’interrogazione presuppone solo la formulazione sintetica di una domanda a cui viene data risposta, ma molto spesso sotto il titolo di interrogazione vengono formulate numerose e dettagliate considerazioni che investono problemi di interesse generale per la città. In questo caso si tratta di fatto di interpellanze, per cui è giusto ed opportuno che la discussione sia aperta a tutti i consiglieri che desiderano intervenire”.

Corrado Biolè (Borgo Vive!) ha criticato l’Amministrazione per aver “minimizzato sull’accaduto. Nelle prime ore dopo l’incidente c’è stato un eccesso di prudenza nella comunicazione con la stampa. Non me lo spiego, di fronte a un fatto così grave che per pura fortuna non ha avuto conseguenze sulle persone”.

La risposta immediata di Varrone. “Sono stato nel cantiere fino alle 3 del mattino e alle 8 ero di nuovo lì con le telecamere di due televisioni, proprio per dare un’informazione corretta e per rassicurare tutti. Non ho mai minimizzato né sull’accaduto, né sulle responsabilità. Ma nemmeno i tecnici che si sono riuniti oggi per più di due ore, solo da un esame visivo hanno saputo trovare le cause del crollo e i responsabili. Serve più tempo e un’indagine accurata, fatta da persone competenti in materia”.

Barbara Reghezza