Egregio Direttore,
tengo particolarmente a rispondere alla lettera sulla batteriosi del kiwi inviata alla sua testata dal Segretario Provinciale Partito Democratico. Innanzitutto conosco perfettamente l’eccezionalità della patologia che, purtroppo, ha toccato anche piantagioni presenti sul territorio piemontese: per fortuna l’azione della Regione si è mossa ormai da mesi e con alcuni risultati apprezzabili.
In primo luogo va sottolineato che il Piemonte è stata la prima Regione in Italia per quanto concerne rapidità di intervento, coordinazione dell’azione e risultati raggiunti: questa valutazione dell’operato piemontese, capofila nel combattere l’emergenza, non è stata avanzata dal sottoscritto, ma piuttosto è un dato di fatto riconosciuto dalla stampa specializzata, dalle sedi competenti, dagli uffici scientifici che hanno seguito l’evolversi della vicenda ed, infine, dalle altre regioni italiane interessate dalla batteriosi.
Probabilmente lo scrivente non è a conoscenza del fatto che le proposte avanzate nella lettera sono da tempo oggetto di impegno e lavoro da parte dell’Osservatorio regionale ortofrutticolo costituito con delibera di Giunta Regionale lo scorso anno in merito alle strategie del settore a 360 gradi ed anche, quindi sulla materia in oggetto.
Al Segretario PD è sfuggito inoltre che il Creso di Manta (Consorzio di ricerca, sperimentazione e divulgazione per l’ortifrutticoltura piemontese), a proposito del secondo “consiglio” avanzato nella sua lettera, fa scuola in Italia e da tempo sta lavorando costantemente in termini di studio, ricerca e formazione (il prossimo anno il Creso diventerà Fondazione, in questo modo potranno essere destinate donazioni utili a sostenere le fondamentali ricerche scientifiche che da sempre contraddistinguono l’attività del Consorzio).
Probabilmente lo stesso non sa che l’Assessorato all’Agricoltura del Piemonte è in costante contatto con il Ministero per coordinare insieme un intervento efficace e non momentaneo, al contrario lungimirante, con il fine di garantire un futuro al comparto. E’ sfuggito inoltre allo scrivente che si stanno coinvolgendo gli organi competenti dell’Unione Europea, senza dimenticare i dialoghi costruttivi con l’ Areflh, l’Assemblea delle regioni ortofrutticole europee. L’azione del Piemonte è stata capillare e tempestiva, con uno sguardo rivolto alla difficile situazione presente, ma con il pensiero volto al futuro delle aziende coinvolte.
Qui non si tratta di politica, ma del bene del comparto agricolo del Piemonte. Forse al Segretario del Pd da fastidio che il Piemonte riesca a fare scuola in Italia ed in Europa su questo ambito come non faceva ormai più da anni.
Claudio Sacchetto, Assessore Regionale all’Agricoltura