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Al Direttore | 14 settembre 2011, 14:33

Due ore di interventi sui tagli al sociale aspettando un confronto con Cota che non arriva

Molto amareggiati i partecipanti alla grande manifestazione di ieri a Torino

Lo striscione di alcuni partecipanti

Lo striscione di alcuni partecipanti

Gent. Direttore,

eravamo in tanti a Torino martedì pomeriggio a manifestare davanti al Palazzo Regionale contro i tagli al sociale. Molti indossavano una maglia nera (in segno di lutto e di rabbia) che invitava a rimuovere quegli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono lo sviluppo della persona umana (una delle espressioni più belle della nostra amata Costituzione).

Nessuno a chiedere carità ma uguaglianza dei diritti, quelli che oggi si tende a calpestare troppo facilmente! Aspettavamo questo momento da quasi un mese. Ci eravamo dati appuntamento a Torino in tanti. Amministratori con la fascia tricolore, operatori sociali, genitori, famiglie, ragazzi con disabilità, eravamo lì a spiegare che la spesa sociale non è mera assistenza ma è dignità verso coloro che soffrono, che sono in difficoltà. Avevamo una speranza: essere ascoltati. Per questo una delegazione di amministratori locali aveva richiesto di poter parlare a nome di tutti con il Presidente della Regione Piemonte Cota, per capire la sua reazione di fronte a tanto disagio.

L’incontro con la delegazione era stato anticipato di mezz’ora, al punto che alcuni sindaci sono stati costretti ad anticipare il loro viaggio a Torino. Bene, dopo 2 ore di interventi dal microfono della Piazza, dove sono intervenuti molti dei presenti manifestando il loro disappunto per quanto sta accadendo, ecco comparire la delegazione accolta in Regione. Che cosa si sono detti? Qual è la speranza? Ma che cosa ha detto il Presidente? Silenzio, stupore, indignazione! Il Presidente non c’era!

Ma come, ci dicono che non presenzia ai consigli regionali, lo vediamo sorreggere il posacenere a Bossi, al giro della Padania, a Magliano Alpi a consegnare i diari ai bambini della scuola, sarà magari presente al rito dell’ampolla e oggi non si è degnato di rappresentare l’Istituzione che rappresenta per accogliere i nostri amministratori, quelli che portano le istanze e le difficoltà dei nostri territori? Non gli importa di ascoltare la voce di chi soffre nel quotidiano? Ma dov’è la Lega che dialoga il territorio? Chi sono gli interlocutori per la Lega?

Caro Presidente, a noi sin da piccoli ci hanno insegnato la stima per ogni persona. Che la qualità di una società e di una civiltà si misura dal rispetto che essa manifesta verso i più deboli dei suoi membri. Che chi governa una Istituzione lo deve fare senza distinzione di sorta per il bene di tutti i cittadini. Probabilmente a lei ed alla sua schiera interessano di più le quote latte e le lobbies di alcuni vostri elettori. Speriamo che i cittadini che fino a ieri hanno malamente riposto fiducia nelle vostre bugie, aprano gli occhi di fronte alla realtà, per il bene dei nostri territori e della nostra Italia.

Erio Ambrosino e Maurizio Bergia, Assessori alle Politiche Sociali dei Comuni di Cuneo e Fossano, Gianpaolo Sandri - persona con disabilità

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Non è passato sotto silenzio il “taglio” che Governo e Regione Piemonte stanno operando al settore sociale: il Consorzio Socio Assistenziale di Cuneo vedrebbe diminuire i trasferimenti per 407 mila euro, mentre quello del Fossanese e Saluzzese perderebbe 659 mila euro e 220 mila quello di Mondovì. Più che “tagli” sono veri e propri espropri che potrebbero costare 300 posti di lavoro, colpendo soprattutto i dipendenti delle cooperative che svolgono un lavoro essenziale quanto qualificato nel settore del sociale con particolare riferimento alla disabilità ed alla non autosufficienza.

Un vero e proprio attentato alla Costituzione ed al diritto degli anziani, dei bambini e dei portatori di handicap di ottenere quell’assistenza della quale hanno diritto. Centinaia di disabili, centinaia di sindaci, di amministratori pubblici, di operatori del settore, di famigliari, provenienti da tutto il Piemonte, si sono dati appuntamento il 13 settembre  in Piazza Castello per dire no a dei tagli che penalizzeranno il settore e che lo lasciano in balia di assenze legislative e dello scioglimento dei Consorzi Socio Assistenziali.

“Una manovra inaccettabile, miope e punitiva - ha detto Beppe Tassone nel corso del suo intervento in Piazza Castello - che mette in forse a tenuta stessa delle famiglie, rischia di disgregarle e di colpire i settori più deboli della società. A parole chi governa lo Stato e la Regione dicono di volere sicurezza e pace sociale, poi si adottano provvedimenti che vanno in tutt’altro senso. Riprendendo le celebri parole di Piero Calamandrei occorre chiamare a raccolta quanti hanno a cuore la solidarietà e l’assistenza nei confronti delle categorie più svantaggiate, ritrovandoci in quell’ora e sempre Resistenza che rappresenta un impegno che non ci vedrà uscire sconfitti. Il tutto nel nome della Costituzione e dei suoi principi più alti e condivisi”.

Nei prossimi giorni verranno organizzate in tutto il territorio regionale manifestazioni per denunciare l’attuale precarietà ed invocare una legge regionale che consenta ad un settore strategico ed importante di continuare a svolgere un ruolo assolutamente importante al servizio delle categorie più deboli e meno protette della società.    

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