/ Cuneo e valli

Cuneo e valli | 02 novembre 2011, 14:30

Grande affluenza di pubblico al convegno in Provincia sulla pianificazione del francese

Una massiccia presenza di pubblico ha confermato l’interesse per il futuro del francese nella nostra provincia. La manifestazione, organizzata dall’Assessorato all’Istruzione e alla Cultura della Provincia, ha raccolto larghi consensi sia dai Dirigenti Scolastici intervenuti sia dai docenti che da semplici cittadini interessati a sapere se i propri figli potranno usufruire di questo insegnamento. L’assessore all’Istruzione Licia Viscusi ha chiaramente posto i termini della questione: “Bisogna salvare l’insegnamento del francese nella scuola elementare dove, secondo le circolari ministeriali, la lingua imperante deve essere solo l’inglese, nella scuola media mantenendo l’esame di terza media con la prova scritta di francese e nei licei classici e scientifici, dove di fatto la riforma Gelmini ha praticamente soppresso la seconda lingua straniera”.

Per quanto riguarda la scuola primaria, illustri pedagogisti l’hanno ripetutamente dimostrato: un bambino impara fin dai primi anni con estrema facilità le lingue insegnate in modo ludico. Per questo motivo è tanto più grave per chi vive su un territorio che confina con la vicina Francia, rinunciare alla lingua che potrebbe permettere alla futura generazione una maggiore mobilità non solo sul territorio di prossimità, ma anche a livello internazionale dalla vicina Africa ancora immersa nella cultura francese, al Canada francofono, o ai paesi d’Oltremare anch’essi francofoni. Un vasto orizzonte che si allarga maggiormente secondo le parole di Armando Boretto, direttore commerciale di Rica Lewis International SA che ha affermato nel suo intervento: “La Francia è un passaggio obbligato per entrare sui grandi mercati mondiali dalla Russia alla Cina. I Francesi hanno infatti il monopolio della vendita attraverso i supermercati e quindi conoscere il francese rappresenta un bel vantaggio”.

Non diversamente è intervenuto Massimo Mereta, Direttore della Michelin Italia segnalando che condurre una trattativa commerciale nella lingua del proprio partner significa guadagnare delle posizioni ed accaparrarsi automaticamente la sua fiducia confermando quel sondaggio che riportava che proprio la mancata conoscenza linguistica è alla base del fallimento di non poche trattative commerciali. Su un piano di maggior apertura culturale è intervenuta Yvonne Fracassetti, ex direttore dei servizi culturali dei consolati di Lione e poi di Nizza, che ha sottolineato come per affermarsi europei bisogna passare attraverso la conoscenza delle culture di vicinanza, la cittadinanza europea è una visione ch si conquista lentamente attraverso un percorso di scoperta linguistica e culturale.

La conferma viene anche dalla Francia, come precisa Gilles Cappadoro, Direttore del Centre Méditerranéen d’Etudes Françaises di Cap d’Ail: “Anche l’America scopre il valore della cultura francese e manda le sue giovani speranza ad affinare le armi culturali nella patria di Molière”. Il Signor Cappadoro appena reduce da un viaggio di lavoro negli Stati Uniti la ha segnalato questa nuova tendenza, le scuole di lingua per il francese fioriscono a New York. Forse per una volta è il caso di seguire il nuovo trend d’Oltre Oceano. A conclusione dell’incontro gli interventi di due docenti che rappresentano due importanti corsi di laurea, il professor Giuseppe Tardivo, Coordinatore della Facoltà di Economia della sede di Cuneo, ha precisato come la situazione economica della Granda faccia necessariamente rivolgere a occidente per intessere nuovi interessanti e proficui rapporti commerciali e istituzionali, ugualmente il professore Alessandro Ciatti, docente della facoltà di Giurisprudenza, ha invitato tutti i presenti, ma soprattutto i giovani, a immergersi nella vita quotidiana del paese vicino per appropriarsi di uno strumento linguistico indispensabile per la carriera.

In definitiva un coro unanime di voci da tutti i settori del mondo economico, culturale e educativo che hanno invitato i responsabili delle scelte educative a un più attento esame della situazione per non danneggiare ulteriormente la nuova generazione.   

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium