Attualità - 22 novembre 2011, 22:27

Don Antonio Sciortino ad Alba: “Serve politica come un servizio, una via di santità”

“Disoccupazione giovanile, ragazzi fantasma, dieci milioni di poveri. Chi gestisce la cosa pubblica dovrebbe essere rinchiuso nei palazzi a pane e acqua finché non risolve questo” dice il direttore di Famiglia Cristiana

Don Antonio Sciortino ad Alba. Fotoservizio Gisella Divino (© targatocn.it)

Non le manda a dire a nessuno don Antonio Sciortino direttore del settimanale “Famiglia Cristiana” ad Alba sabato 19 novembre per gli 80 anni della rivista. In dialogo con il sindaco Maurizio Marello, il direttore parla dell’Italia dei problemi, dell’assenza del lavoro, l’Italia dei festini e delle escort mentre il paese arranca, “mentre ai lavoratori si chiede di tirare la cinghia e altri si arricchiscono alle nostre spalle”, dice don Sciortino.

Nel frattempo l’informazione non ha più raccontato la verità accanto a 15 anni di televisione che ci ha dopato la testa, tolto la capacità di critica e d’indignarci. “I media devono tornare a fare informazione al servizio dei lettori. I giornalisti hanno gravi responsabilità in questo degrado della vita pubblica” dice don Sciortino, lui che l’Italia la conosce perché gliela raccontano i lettori della rubrica “Colloqui col padre”. Lettere raccolte nel libro “Il limite. Etica e politica nelle lettere di Famiglia Cristiana” (Laterza, 2011).

Nella sala convegni del Palazzo in Piazza Medford, davanti a esponenti di destra e sinistra, il direttore del settimanale cattolico lancia un monito anche ai politici: “La politica non è fatta per sistemarsi, ma per sistemare il paese. Dobbiamo tornare alla politica come servizio, come via di santità. Questo paese ha bisogno d’iniezioni di etica, coerenza, credibilità, valori altrimenti ci giochiamo il futuro delle nuove generazioni”.

Proprio i giovani, secondo il direttore, il problema più grave: “La disoccupazione giovanile è al 30%. Un giovane su tre non ha futuro. Di questi non si preoccupa assolutamente nessuno. Abbiamo due milioni di giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano e non lavorano. Ragazzi fantasma e questo non preoccupa nessuno. Chi gestisce la cosa pubblica dovrebbe essere rinchiuso nei palazzi a pane e acqua finché non lo risolve”, tuona don Sciortino ricordando anche “i ragazzi precari che non possono mettere su casa e famiglia e noi ci permettiamo pure il lusso di chiamarli bamboccioni”.

E poi c’è il problema degli immigrati e la povertà. “Abbiamo dieci milioni di poveri che fanno fatica a mettere assieme due pasti nello stesso giorno. Questo è un problema che chi ha in mano la cosa pubblica non dovrebbe avere pace e sonno finché non lo risolve”, dice don Sciortino.

Oltre a ciò, secondo il direttore “il nostro è il paese più vecchio al mondo, non abbiamo ricambi di generazione tra qualche decennio avremo ventidue milioni di anziani e super anziani e solo otto milioni di giovani. Come può stare in piedi un paese? Questo è il suicidio demografico”.

Intorno a tutto questo “il silenzio della Chiesa perché quando sono in ballo i valori fondamentali e la dignità non si può assolutamente balbettare”, dice don Sciortino all’incontro coordinato dal direttore di Gazzetta D’Alba don Antonio Rizzolo con don Antonio Mazzi in prima fila e la presentazione del libro “Un cammino di luce” con più di 350 foto di Severino Marcato.  

Gisella Divino