Violenti si nasce o si diventa? E’ la domanda evocata dal presidente del Rotary di Saluzzo, Luciano Zardo, introducendo l’intervento dello psichiatra Gian Carlo Nivoli, professore ordinario di clinica psichiatrica all’Università di Sassari, relatore alla conviviale del club su “La violenza nell’individuo e nella collettività”.
Un tema che esplora il labirinto della mente umana, conducendo a scoperte sconcertanti, non sempre facili da decifrare. Come nel caso, per al verità tutt’altro che raro, del ragazzo che uccide la nonna con decine di coltellate, ma che, messo alle strette, dà delle risposte che in realtà conducono a sua madre: un torto subito da bambino, la preferenza mai digerita verso suo fratello maggiore… Non sono “colpe” della nonna, eppure l’ha uccisa, perché?
Se potesse, le chiederebbe scusa, invece l’ha ammazzata, ha colpito la persona sbagliata: "Quando c’è di mezzo la violenza – ha osservato Nivoli -, non è difficile che si passi da un estremo all’altro. Tutto ha lo stesso significato". Il “nobel” dell’aggressività pura è dell’omicida di massa, che ammazza non importa chi, poi si espone per farsi ammazzare e alla fine si ammazza: "Ci sono delle vere e proprie bombe umane in mezzo a noi, pronte a esplodere e ammazzare".
L’aggressività può certamente essere ridotta attraverso una sessualità ben gestita, come dimostrano le scimmie bonobo, che, a differenza degli scimpanzé, da cui deriva l’uomo, hanno accoppiamenti molto frequenti e vivono con maggiore armonia. Ma il rapporto sessuale richiede un equilibrio psico-fisico non sempre facile da ottenere, rischiando, in caso contrario, di trasformarsi a sua volta in violenza.
Non si è soli quando si fa l’amore, nel rapporto a due in realtà si contano almeno sei persone che partecipano alla scena, fantasmi reali di lei e di lui, come i rivali, la donna ideale, il principe azzurro: "Se non ci fossero quelle “persone”, i due protagonisti dell’atto sessuale non riuscirebbero a conciliarsi. Un po’ di perversione è necessaria». Nell’omicidio passionale, il movente dichiarato è l’amore: «Ti ammazzo perché ti amo". Che vuol dire: "Ti ammazzo perché non sei come ti voglio". Violenti si nasce, ma lo si può anche diventare.