C’è voluto più di un anno di attento e minuzioso lavoro, a partire dalla disinfestazione delle tarme, al consolidamento strutturale e degli strati pittorici sino ai saggi di pulitura e poi alla ridipintura. Un’impresa certosina che ha riconferito all’opera il suo originario fascino, la sua eleganza e imponenza. La settecentesca statua lignea della Madonna del Rosario, patrona del paese, è tornata a casa, nella nicchia della chiesa di Sant’Antonio a lato destro dell’altare. E il suo ritorno è stato festeggiato in parrocchia giovedì mattina, insieme ai parrocchiani, al sindaco, alla Giunta comunale e alla cantoria.
“Ringrazio la restauratrice Claudia Cravero per l’ottimo lavoro svolto – ha affermato don Alessandro Laguzzi prima di officiare la funzione religiosa – la Fondazione CRT per il generoso contributo e tutti i parrocchiani che, dimostrando particolare sensibilità e con le proprie offerte, hanno partecipato al restauro”. Supervisore di tutte le fasi di lavoro è stato l’ispettore di zona per la Soprintendenza ai Beni artistici e storici del Piemonte Walter Canavesio che ha collaudato l’intervento il 22 novembre decretandone il buon esito.
La scultura, originariamente attorniata da sei angioletti (oggi ne rimangono due), sino agli anni ’60 circa veniva esposta in processione per le vie del paese nel giorno della festa patronale. Ora resta nella nicchia in Sant’Antonio e sarà oggetto di continuo monitoraggio a causa dell’inesorabile tendenza del colore a separarsi strato per strato. Un bel regalo per tutta la comunità bagnaschese, nel giorno dell’Immacolata.