- 28 dicembre 2011, 08:41

CONTROCOPERTINA. Il modo migliore per trascorrere il Capodanno? In casa, con gli amici

"Con l'avanzare dell' età arrivare tanto oltre alla mezzanotte mi riesce sempre più difficile..."

 

Il 31 dicembre 2010 non ho avuto alcun dubbio sul come passare il capodanno. Sono stata a letto, malatissima, un’influenza con febbre come non mi ricordavo da tempo. Sebbene non fosse il migliore dei modi, almeno non mi sono sforzata più di tanto nel cercare di far passare le ultime ore dell'anno. Durante le quali ci si deve divertire per forza.

Le soluzioni per trascorrere l'ultimo dell'anno sono tante. Un po' dipendono dalla disponibilità di denaro che si ha. Un bel viaggio, se si possiedono soldi da spendere, è la cosa migliore, o perlomeno quello che a me piacerebbe fare di più. Altrimenti, il capodanno ideale rimane sempre quello trascorso in casa con gli amici più cari, dove tutti portano qualcosa da mangiare e si trascorrono in serenità, chiacchierando tutti insieme, gli ultimi spicchi dell'anno, fino alle primissime ore del primo di gennaio. Sebbene con l'avanzare dell' età arrivare tanto oltre alla mezzanotte mi riesce sempre più difficile, a prescindere dalla piacevolezza della compagnia: se arrivo sveglia fino alle tre del mattino e' già un miracolo. Ben lontani i tempi in cui si tornava a casa che già era giorno fatto e magari si decideva di fare la colazione, dopo l'abbuffata notturna, in qualche bar che a stento si riusciva a trovare aperto il primo di gennaio.

Anche ritrovarsi in qualche piazza di una grande citta' insieme a tanti sconosciuti non mi dispiace. Mi fa sentire appartenente ad una sorta di comunità universale denominata "gli sconosciuti che passano l'ultimo dell'anno insieme". Nessuno si conosce, eppure si sta benissimo insieme. Una fratellanza di fine anno, quando tutti coviamo la piccola o grande speranza che l'anno nuovo ci porti qualcosa, anche piccola, di bello. Proprio come se il destino decidesse, nel caso ci fosse avverso fino a quel momento, di cambiare repentinamente tendenza allo scoccare della mezzanotte.

Invece, modi di trascorrere il capodanno che odio.

In discoteca. Forse anche per la questione dell'età, sono secoli che non entro più in una sala da ballo. Non ne ho più la forza fisica, mi sentirei un po’ ridicola e per finire c'è un tipo di musica che non mi piace, soprattutto per il volume altissimo con cui viene diffusa nel locale.

Cenone di capodanno al ristorante. Qui si deve precisare. Per ristorante intendo quei luoghi dove nel resto dell'anno non ci va quasi mai nessuno con lo scopo preciso di mangiare. Posti con enormi saloni, che ospitano orchestrine sgangherate con menù orripilanti. Non sono contraria al ristorante, anzi credo sia una delle soluzioni migliori per l'ultimo dell'anno, a patto che ci si vada solo per cenare a che ci siano serviti ottimi cibi che non siano propinati ai clienti distratti e che pensano soprattutto alla festa invece del lato culinario, e nient'altro. Niente musica, niente danze, niente cotillons. Sono tristissimi. Senza contare che i veglioni di solito costano una barca di soldi. Perché spendere tanto denaro per cercare di far passare una manciata di ore che alla fine non ci lascerà nulla ?

Con gente raffazzonata all'ultimo momento. Quando ci assale l'angoscia di passare da soli gli ultimi attimi dell'anno perché tutti gli amici sono già impegnati altrove, ecco scorrere l'agenda alla ricerca di qualcuno ancora disponibile. Magari lo troviamo, ed è qualcuno che abbiamo perso di vista da anni, con il quale non abbiamo più nulla in comune e che ci porta a qualche veglione dal quale vorremmo scappare dopo cinque minuti. Ma ormai è troppo tardi, tocca soffrire fino a mezzanotte.

Ma il mio sogno di capodanno ideale è quello da film. Io, con bicchiere di champagne in mano, in tubino nero con cappottino sulle spalle, che chiacchiero su un terrazzo newyorkese con un Brad Pitt – che lasciata a casa Angelina con i marmocchi – mi guarda affascinato.

Un film, appunto.

 

Monica Bruna