Politica - 28 dicembre 2011, 14:56

Sinistra e Libertà: "L'accordo all'Arpa di Bra una vergogna a futura memoria"

Riceviamo e pubblichiamo:

Se i recenti accordi separati sottoscritti in Fiat - prima a Pomigliano e di seguito estesi in tutta la galassia del Gruppo - sono stati caratterizzati da una forte azione di pressione e di un vero e proprio ricatto psicologico verso i lavoratori, messi di fronte alla scelta tra l’accettare il peggioramento delle condizioni lavorative o perdere gli investimenti dunque il lavoro, l’accordo definito tra la Direzione e i Rappresentanti sindacali di Cisl e Uil con l’approvazione ed il sostegno della Segreteria Provinciale della Femca Cisl all’Arpa di Bra alla vigilia di Natale rischia persino di far impallidire per gravità quanto avvenuto in Fiat.

L’Arpa, denunciando la necessità di ridurre il costo del lavoro, minaccia di procedere alla disdetta di tutti gli accordi aziendali sottoscritti negli anni, che ricordiamo, incidono per oltre il 20% (500/600 euro al mese) sul salario complessivo medio percepito dai lavoratori, dichiarando però la propria disponibilità ad accontentarsi di limitare “solamente” ai giovani nuovi assunti il taglio del salario, se ovviamente il sindacato si fosse reso disponibile a sottoscrivere l’accordo.

E così purtroppo è stato!I delegati sindacali di Cisl e Uil sostenendo l’accordo hanno scelto di legittimare una delle più palesi azioni di discriminazione verso i nuovi assunti perpetrate non solo nella nostra provincia ma nell’intero panorama nazionale, con l’aggravante di scaricare l’onta di tale atto sui lavoratori già in forza, chiamandoli sotto scacco a suggellare l’accordo con un cinico quanto furbesco referendum.

Un accordo che in un solo colpo azzera una storia decennale di relazioni industriali avanzate, di contrattazione, di conquiste e di dignità ed allo stesso tempo traccia un solco difficilmente colmabile di divisione generazionale, tra i vecchi e nuovi assunti, senza prevedere neanche uno straccio di impegno di stabilità per questi ultimi.

Si poteva evitare una simile deriva? Noi pensiamo di si. Intanto perché se il costo del lavoro ha fatto registrare un’anomala impennata, questo non può certamente essere imputato agli aumenti salariali nazionali ed aziendali erogati in questi anni, sempre abbondantemente più bassi dell’inflazione.

Se il problema sussiste la causa va imputata principalmente agli errori compiuti dal Management che oggi guida la Società, che ha sovradimensionato la struttura dirigenziale e del personale non produttivo mettendo in crisi l’equilibrio tra personale diretto ed indiretto con le conseguenti pesanti ricadute sul costo del lavoro.

In ogni caso, anche se in ultima analisi si fosse dimostrata anche in minima parte l’oggettività della richiesta dell’Arpa di dover intervenire anche sulle retribuzioni per riportare sotto controllo il costo del lavoro, ciò andava fatto con il contributo di tutti i dipendenti, senza eccezione alcuna, con equità ed in giusta proporzione al salario percepito. Una strada che avrebbe richiesto più coraggio e fatica ma che avrebbe evitato la vergogna di aver fatto pagare un conto salatissimo ai giovani perlopiù precari, proprio a chi oggi avrebbe bisogno di maggior tutela.

Dunque sbaglia di grosso il sindacalista della Cisl quando afferma nell’intervista a “La Stampa” che da questa vicenda non escono né vincitori né vinti. E’ del tutto evidente che a vincere è l’Azienda che, con una sola mossa, scarica sui lavoratori i danni dei propri errori, si è sbarazzata di gran parte dei costi derivanti da decenni di contrattazione aziendale e ha creato una divisione tra i lavoratori che li renderà ancora più deboli e vulnerabili nel futuro.

Così come altrettanto evidente che ad uscire sconfitti sono il sindacato e i lavoratori sempre più divisi e dunque incapaci di impedire lo sfregio ai diritti ed alle conquiste acquisite, creando per di più un drammatico precedente per la gioia di Confindustria e delle altre Aziende.

Ma soprattutto ad uscire sconfitti ed umiliati sono tutti quei giovani che entreranno di qui in poi a lavorare in Arpa.

Sinistra Ecologia Libertà - Federazione provinciale di Cuneo