Egr. Direttore ho seguito la diatriba del Sig. Barberis circa le nuove normative imposte da una nuova CASTA, quella dei Professori, che si è sostituita a quella Politica.
Credo non si possa intervenire a discapito di una CASTA senza colpire le altre. Dobbiamo riformare un sistema e non serve imputare ai professori ciò che i politici hanno concesso abdicando al loro mandato. Se non si abbatte il potere sino alle sue fondamenta, non si riuscirà a ricostituire uno stato democratico, libero e basato sul lavoro. Non riusciremo a scalfire i politici se non ridimensioneremo i magistrati, i sindacati, gli industriali, i banchieri, gli amministratori pubblici e privati. Sino a oggi, il popolo è stato dominato da queste Caste con un unico mezzo: "Divide et impera" e noi, ancor oggi, continuiamo a insultarci e dividerci su argomenti che hanno il sapore del nulla e nascondono solo delusione e sudditanza. A cosa serve essere del PD o della DC o del PDL o di che cosa si vuole, sapendo a priori che non esiste diversità alcuna tra i metodi che contraddistinguono i vari partiti politici? Esistono i soliti azzecca garbugli in tutti i partiti che, giocando su teorie e teoremi, a cui neppure loro credono, riescono a dividere il popolo e a renderlo schiavo. Assieme hanno creato le varie Caste e si sono spartiti il potere e tutti continuano a imporre la loro volontà, cupidigia, criminalità, a loro insindacabile giudizio. "Popolo Sovrano?", queste due parole hanno il sapore dello scherno, del insulto, del disonore un cui questo sistema politico ha relegato il cittadino. Non interessa quindi accanirsi su di una CASTA, ma bisogna abbatterle tutte se si vuole ripristinare ciò che ci hanno lasciato in eredità i nostri padri. "L'Italia appartiene al popolo e non alle CASTE", è ciò che ci ricordano le lapidi dei martiri partigiani. Questa però è un altra storia volutamente affossata e dimenticata per salvaguardare gli intoccabili, i paria della società, i cialtroni, i criminali e i mafiosi che ci hanno rubato il potere. Aldo.