Attualità - 18 gennaio 2012, 11:54

Cambio di gestione al Griselda di Saluzzo: a Paolo Quaglia subentrano Danilo e Nicolò Rinaudo

L'albergo vuole diventare punto di riferimento per il turismo d'affari

Danilo e Nicolò Rinaudo

Cambio di gestione all’Hotel Griselda, albergo di riferimento in città, dove dal 1989, anno della sua apertura nel complesso residenziale di corso XXVII aprile, hanno soggiornato, oltre a turisti e professionisti, numerosi vip di cinema e teatro, da Alessandro Gassman a Giovanna Mezzogiorno e grandi sportivi, tra cui il nuotatore Matt Biondi. La proprietà passa da Paolo Quaglia che ha diretto la struttura dal 1999, a Danilo e Nicolò Rinaudo, rispettivamente padre e figlio, impegnati nella nuova società Griselda srl da mercoledì 11 gennaio.

Tra qualche mese verrà inaugurata ufficialmente la struttura, dove sono in corso d’opera alcuni restyling per renderla più funzionale ed adeguata. Lo riferisce nella veste di imprenditore Danilo Rinaudo, che nella vita pubblica cittadina ricopre la carica di presidente della Fondazione Apm e della Società sportiva Scuola Calcio Città di Saluzzo.

La gestione del Griselda implementa il suo impegno lavorativo che comprende anche l’attività commerciale del negozio “Note di profumo” in via Pellico e una società di management musicale. “Ad occuparsi più direttamente della struttura organizzativa interna, 34 camere e una sala riunioni – informa Rinaudo - sarà mio figlio Nicolò, 22 anni che sta ultimando il corso di Economia e Commercio Estero all’Università di Torino. Io mi occuperò dell’aspetto gestionale e finanziario. Di questa struttura alberghiera che ha una spiccata connotazione per il turismo d’affari, intendiamo aumentare, anche con un nuovo maquillage interno, la ricettività turistica, seguendo il trend verso l’alto legato alla città. La sua posizione è infatti strategica, comoda per il business a livello di raggiungimento e di parcheggio, ma anche vicino all’isola pedonale e al centro storico, importante per Saluzzo che sta crescendo nella direzione di città culturale”.

 

 

Vilma Brignone