Politica - 23 gennaio 2012, 16:38

Panero di "Cuneo domani": "Giù i toni, ma non i pantaloni"

Il PD cuneese deve trovare la forza di uscire dall’empasse in cui si trova ora per non perdere la funzione di punto di riferimento del centrosinistra

Riceviamo e pubblichiamo.

L’invito di Elio Allario ad abbassare i toni è senz’altro improntato al buon senso, però non vorrei che a forza di abbassare i toni, ci accorgessimo alla fine di aver abbassato anche qualcos’altro.

Il PD cuneese ci ha fatto un bel regalo alle primarie scodellandoci non un candidato, bensì tre, portandoci così a sconfitta certa.

Questo peccato originale continua a portarselo dietro creando scontento tra i propri sostenitori e disorientamento tra la popolazione. Il meccanismo messo in piedi per le primarie seppur farraginoso e non adatto ad una città come Cuneo, aveva adottato un regolamento che indicava dei limiti invalicabili da seguire nella campagna elettorale per le primarie; limiti che in realtà si sono dimostrati poi un optional. La tanto proclamata continuità con la linea Valmaggia è stata più volte dribblata giustificando come innovazioni necessarie delle vere e proprie giravolte a 360° rispetto a quanto fatto e programmato dall’attuale Amministrazione. Il PD cuneese, partito di maggioranza relativa, si è trovato di fatto obbligato a seguire il carro di una minoranza che si è arrogata il diritto di rappresentare tutto il centro sinistra, sulla base di una consultazione popolare più o meno indicativa. Questo matrimonio ora va avanti in modo abbastanza travagliato, con un partner che quando è seduto sulla sedia del centrosinistra parla in un modo, quando si siede su quella degli Esuli in Patria parla in un altro.

D’altra parte Gigi Garelli è coerente con se stesso perché già alla vigilia delle primarie aveva dichiarato ai giornali locali “Cercheremo di ottenere il massimo del bene comune, ma non abbiamo interessi da difendere. Faremo di tutto per esserci, ma non ci saremo a tutti i costi”.

Cuneo Domani non ci sarà ai “costi” di Gigi Garelli e nemmeno ai suoi “cambi di rotta” perché sono diversi dagli impegni assunti nel programma delle primarie e perché nel caso di elezione a Sindaco non garantirebbero quella coesione cittadini-amministratori necessaria a mantenere in piedi per cinque anni la prossima Amministrazione.

Auguriamo al Pd cuneese di trovare la forza di uscire dall’empasse in cui si trova ora per non perdere la funzione di punto di riferimento del centro sinistra, che oggi ancora possiede.

Perdere la città perché al momento giusto non si è stati in grado di fare le scelte dovute, sarebbe un imperdonabile errore che implicherebbe non solo l’oggi, ma anche la Cuneo di Domani.

Per Cuneo Domani, Teresio Panero