Car Diretur,
lei non ci crederà ma qualche ora fa un bimbo, mio nipote non ancora decenne, è riuscito a mettermi nei pasticci, nel senso che m’ha posto una domanda alla quale ho ovviamente risposto per non deludere la sua volontà di imparare. Ma nemmeno tanto inconsciamente ho limitato la risposta adattandola a quelle che credevo le sue capacità cognitive, senza nulla nascondere, ma anche senza troppo approfondire, insomma ho fatto come fanno un po’ tutti i nonni con i nipotini.
Vuol sapere che ne è venuto fuori? La mia risposta ha generato una seconda domanda alla quale non avrei saputo rispondere con sincera onestà e quindi mi sono limitato a rimandare la faccenda a quando avessimo avuto più tempo a disposizione, ma era una balla quella del tempo.
Ecco la domanda che mi è stata rivolta dal pargoletto è questa: “Scusa nonno, ma qualcosa debbono pur aver fatto gli ebrei per essere stati trattati a quel modo dal popolo tedesco? perché a ben guardare quello sembra sia stata più una vendetta che altro”.
Sono ormai vecchio e da sempre ho sentito recitare la solita litania sulla malvagità del nazismo, a dire il vero più a scuola che altrove, ma tant’è che questo mi è sempre stato raccontato.
Ora facendo mente locale a quei proverbi popolari che nell’arco della vita mai mi hanno deluso, perché in essi un fondo di verità l’ho sempre trovato, mi sovviene quello che recita pressappoco così: “la colpa non sta mai tutto da una parte” ecco io non ho saputo rispondere a mio nipote perché la ‘colpa’ degli ebrei non l’ho mai sentita citare. Sia ben inteso io non parteggio per nessuno, cerco di capire al fine di poter dare quella onesta risposta che il nipote attende.
C’è qualcuno tra i suoi attenti lettori che mi potrebbero dare una mano, ovviamente facendolo in modo semplice che possa essere comprensibile ad un bimbo così giovane?
Caro direttore se lei oggi esaudisse la mia richiesta le sarei profondamente grato e non certamente meno riconoscente.
Con stima
Mario R.