Nessuna convocazione del Consiglio provinciale in seduta straordinaria per martedì 31 gennaio come richiesto venerdì 27 gennaio dal Gruppo consiliare “PD - Impegno Civico”. In molte delle 107 province italiane, quel giorno, come richiesto dall’UPI (Unione Province Italiane) si terranno, appunto, riunioni straordinarie dei Consigli Provinciali italiani per far comprendere alle comunità locali il grave danno che si produrrebbe dall’attuazione delle norme previste dalla manovra economica che svuotano le Province delle loro funzioni, fino a portarle ad una chiusura definitiva. Non solo la richiesta del Pd è tardiva per essere accolta (analoga è stata fatta tempo addietro dalla RSU), ma giunge a meno di un paio d’ore dall’incontro che il presidente del consiglio provinciale Giorgio Bergesio ha tenuto con la RSU della Provincia di Cuneo e i rappresentanti delle sigle sindacali.
Nell'incontro Bergesio ha garantito che l'assise provinciale si riunirà intorno a metà febbraio nella formula "aperta" ovvero con la possibilità di intervento da parte di chi ne farà richiesta. Il 31 gennaio però le RSU della Provincia di Cuneo e i rappresentanti delle sigle sindacali convocheranno un'assemblea dei dipendenti estesa agli amministratori a cui parteciperanno i vertici della Provincia di Cuneo, presidente Gianna Gancia compresa.
Nella confusione di più ordini del giorno approvati o proposti nelle sede locali e nazionali, c'è chi parla di salvare il posto di lavoro e chi di mantenere i livelli di qualità dei servizi. Le conseguenze di un diverso approccio alle questione si chiamano "persone" e la tutela dell'occupazione che in Provincia di Cuneo riguarderà oltre 730 unità. Il personale delle Province rischia di essere inserito, a causa della oggettiva impossibilità di riassorbimento totale da parte delle altre istituzioni locali, nel circuito della mobilità (stipendio all'80% per due anni poi, forse, il nulla). La questione, in tutto il Piemonte, potrebbe riguardare circa 6.000 persone, tre volte tanto i dipendenti della sola Regione.