Ogni anno gli Alpini si danno appuntamento per disputare la loro 'Olimpiade' invernale: i CaSTA, sigla che sta per Campionati Sciistici delle Truppe Alpine e designa una grande manifestazione sportiva e militare alla quale partecipano atleti e squadre di nazioni di tradizione alpina. L'evento - giunto alla sessantaquattresima edizione - si svolgerà quest'anno in Val Pusteria, in Alto Adige, sulle nevi di San Candido, Dobbiaco e Sesto. I Campionati furono istituiti più di ottant'anni fa per valutare lo stato dell'addestramento al muovere, sopravvivere e combattere in montagna attraverso un confronto agonistico tra i migliori sciatori delle unità alpine
La gara regina dei CaSTA rimane la competizione tra i plotoni, autentico tour de force che vede le unità - vestite ed equipaggiate per il combattimento in montagna - affrontarsi in un'impegnativa serie di gare di sci (fondo, staffetta, discesa e sci-alpinismo) alternate a prove di tiro e lancio della bomba a mano, senza trascurare due aspetti fondamentali in montagna: la topografia e il soccorso valanghe, che sono oggetto di due prove di abilità a tempo. L'edizione di quest'anno è stata vinta dai rangers del 4° reggimento Alpini paracadutisti, che hanno messo in riga le altre 18 formazioni in gara, appartenenti alla brigata Taurinense (2° Alpini di Cuneo, 3° di Pinerolo, 9° dell'Aquila, 1° artiglieria da montagna di Fossano, 32° Genio e Reparto Comando di Torino), alla Julia (5° Alpini di Vipiteno, 7° di Belluno, 8° Cividale del Friuli, 2° Genio di Trento, 3° artiglieria da montagna di Tolmezzo, Reparto Comando di Udine), cui si
aggiungono le altre unità con la penna nera: 2° reggimento Trasmissioni e Reparto Comando 'Tridentina' di Bolzano, 24° reggimento di manovra di Merano, Centro Addestramento Alpino di Aosta, 6° Alpini di Brunico e il team multinazionale del Comando NATO di Solbiate Olona.
Il focus della gara dei plotoni si basa sulla regolarità e sullo spirito di corpo: il meccanismo della competizione prevede infatti forti penalità in caso di abbandono da parte anche di uno solo degli elementi del team, per cui a prevalere è sempre il plotone coeso che arriva con tutti i propri Alpini al traguardo in tutte le prove, e non necessariamente quello dotato di individualità tecnicamente forti. Il senso di squadra e l'endurance sono fattori che gli Alpini oggi spendono nelle missioni all'estero, magari lontano dalla neve ma comunque in presenza di sollecitazioni estreme."I campionati rappresentano il banco di prova per il livello addestrativo delle truppe alpine e anche un momento di incontro - oltre che di confronto - tra tutte le unità degli Alpini" (dichiarazione del generale Dario Ranieri, che nella seconda giornata ha messo gli sci ai piedi e ha incitato i suoi plotoni lungo il tragitto).
I plotoni della Taurinense si erano preparati alla competizioni presso la base addestrativa di Bousson (Cesana), dove ogni anno transitano per i corsi di sci oltre 8000 militari delle truppe alpine e di altri corpi dell'Esercito.
I PROTAGONISTI
La specialità alpina sembra esercitare una forte attrattiva sui giovani che si arruolano da ogni regione d'Italia. La maggioranza dei volontari in ferma prefissata di un anno (così si chiamano i giovani che entrano nell'Esercito dalla vita civile) viene assegnata ai reparti alpini sulla base di una preferenza espressa durante le prime fasi di addestramento.
Tra di loro c'è il caporale Patrizia Gasbarro - abruzzese di Pescocostanzo, culla di fondisti - un esempio di Alpina 'naturale' visto che prima di arruolarsi nel 9° reggimento alpini dell'Aquila gareggiava nello sci di fondo a livello nazionale: "l'esperienza dei Campionati con il plotone è unica: la performance è collettiva, bisogna tirarsi l'un l'altro e pensare sempre al gruppo perché le difficoltà sono tante e toccano tutti. E' un addestramento militare perfetto".
Gli Alpini per vocazione ed elezione sono invece più numerosi, e tra loro spiccano i cinque caporali della brigata alpina Taurinense dai nomi inconsueti: Dawid Santoro (di origine polacca), Anton Popov (ucraino naturalizzato italiano), Luis Alejandro Gererdi, dalla Colombia e i gemelli John e David Marsland (papà di Manchester e mamma di Sondrio).
Tutti hanno deciso di arruolarsi nell'Esercito e tutti hanno subito il fascino delle truppe alpine. Popov - nato a Lvov e residente a Pavullo Frignano (in provincia di Modena) - è un ragazzo alto e robusto che parla perfettamente il russo oltre all'italiano, ma gli sci non li aveva mai provati prima di entrare negli Alpini. Oggi è uno dei punti di forza del plotone del 1° reggimento artiglieria da montagna di Fossano.
Come lui Dawid e Luis Alejandro, pugliesi di adozione e Alpini convinti, tanto da aver imparato i rudimenti dello sci in poche settimane e da non sfigurare accanto ai veterani dei Campionati del loro plotone, al quale stanno fornendo un grande apporto di entusiasmo che si sta trasformando gradualmente in esperienza.
I gemelli Alpini Marsland - effettivi al 2° reggimento Alpini di Cuneo - hanno preso l'impegno dei CaSTA con molta umiltà: "Siamo orgogliosi di essere in gara con il nostro plotone", dice John mentre David aggiunge "per noi è anche una fortuna, visto che è un ottimo allenamento per i test che tutti e due affronteremo tra poche settimane per entrare negli Alpini paracadutisti".