“Mi sono ispirato a mia madre ma anche a mio padre. Il mio lavoro un dialogo concettuale con loro”. Così il regista israeliano Amos Gitai parla del rapporto con i genitori sul palco della sala convegni del Palazzo Mostre e Congressi in Piazza Medford ad Alba martedì sera 7 febbraio.
Alla serata assente l’annunciato scrittore e regista Giorgio Pressburger. L’incontro nell’ambito della rassegna di "Aspettando Collisioni 2012". L’occasione la presentazione italiana del libro “Efratia Gitai. Amos Gitai. Storia di una famiglia ebrea” (Bompiani, 2012) scritto dal regista di Kippur, Free Zone, Kadosh.
Durante la serata un dialogo con Enrico Ghezzi sulla figura della madre: “Nata in Palestina nel 1909, figlia di socialisti ebrei laici, faceva parte dei cananiti. Difendeva i diritti delle donne. Aveva opinioni chiare ma non era una persona indottrinata. E’ stata la mia grande ispirazione per il film “La terra promessa” del 2004. “Questo libro è il libro di mia madre. Devo ringraziare lei è mia moglie”, dichiara Gitai.
Con l’inventore di “Fuori Orario” e “Blog” un’amicizia trentennale e un dialogo profondo. Si parla anche del film “L'inventario (Devarim, 1995)”. Il critico cinematografico lo definisce “potentissimo, dolce, ironico”.