Eventi - 09 febbraio 2012, 15:39

A Savigliano la presentazione del romanzo “Isacco e le tredici stelle di David – I Levi di Saluzzo”

Nell’ambito delle iniziative per celebrare la Giornata della Memoria venerdì 10 febbraio alle 18 presso l’ex Chiesa di Sant’Agostino

A Savigliano la presentazione del romanzo “Isacco e le tredici stelle di David – I Levi di Saluzzo”

Nell’ambito delle iniziative per celebrare la Giornata della Memoria venerdì 10 febbraio alle 18 presso l’ex Chiesa di Sant’Agostino (Piazzetta Arimondi), si terrà la presentazione del romanzo di Ermanno Giraudo “Isacco e le tredici stelle di David – I Levi di Saluzzo” (Ed. Araba Fenice), organizzata dall’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica “Luigi Baccolo”. Alla presentazione interverranno l'Autore, Isacco Levi e il professor Sergio Soave.

Isacco Levi è un partigiano ebreo saluzzese, ha 86 anni e vive a Moretta. E' l'unico superstite di tredici famigliari deportati e trucidati nel lager di Auschwitz per la sola colpa di essere ebrei. “…La mia era una famiglia bella! Bella e normale…”. Famiglia bella, normale ed ebrea, quella di Isacco Levi, ancora inconsapevole che, ben presto, gli eventi della storia l’avrebbero cancellata senza un vero perché insieme a quella di molte altre famiglie, belle e normali, il cui sangue ha macchiato gli anni drammatici dell’ultimo conflitto mondiale. Vite distrutte, beni e affetti perduti, ma anche la forza di lottare per cambiare le sorti di un Paese allo sbando.

Ermanno Giraudo (nato a Cuneo nel 1965) nel suo romanzo ha voluto raccontare le vicende di questa famiglia – i Levi di Saluzzo – e di Isacco, l’unico superstite, dalle leggi razziali fino al 1945. Una famiglia normale, quella dei Levi, con un’attività commerciale ed anche alcuni parenti iscritti al partito fascista. Una famiglia ignara, fino al 1938, della propria differenza agli occhi della legge: all’inizio l’espulsione dei ragazzi dalle scuole, allontanamento che avviene senza una motivazione plausibile, in un giorno normale come tanti altri; poi tanti altri soprusi, piccoli e grandi, come la perdita del negozio, la necessità di trovare un lavoro diverso da quello che si era sognato fino ad arrivare all’incontro con un prigioniero polacco che racconta cosa sta succedendo nel suo Paese.

Isacco, a differenza del fratello, crede a quanto sente e cerca di convincere anche il resto della famiglia ma non ci riesce. Decide allora di allontanarsi, di andare sulle montagne e di unirsi alla 181ª Brigata Garibaldi. Purtroppo la sua famiglia viene invece travolta dagli eventi che la condurranno, in un viaggio di sola andata, dalla stazione di Borgo San Balmazzo fino ad Auschwitz. Isacco per oltre cinquant'anni non ha mai voluto parlare della sua famiglia sterminata, ma, dopo la morte della moglie, ha deciso di raccontare e da allora è uno dei più apprezzati testimoni della barbarie nazista.

Ermanno Giraudo, al suo primo romanzo, ha voluto dare voce ad uno dei protagonisti ancora vivi, in un momento in cui i testimoni diretti stanno scomparendo: rimarranno sempre più documentazioni corrette e precise dal punto di vista storico, ma prive delle emozioni di chi ha vissuto in prima persona quei tristi capitoli. Giraudo ha cercato di raccontare i contenuti così come gli erano stati narrati dal protagonista, con la consapevolezza di non essere uno storico ma uno scrittore, ma proprio per questo in grado di comunicare e trasmettere le suggestioni e le emozioni provate ascoltando il racconto di chi ha vissuto davvero quella tragedia

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