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Cronaca | 10 febbraio 2012, 07:00

“Il fatto non costituisce reato”: il Tribunale di Saluzzo scagiona dall’accusa di usura i due dirigenti della Bre di Barge

La vicenda era nata nel 2008 dopo la denuncia di una donna, Alessandra Lo Cogliano, titolare della Smaa, una ditta che si occupa di prevenzione di infortuni sul lavoro e incendi

“Il fatto non costituisce reato”: il Tribunale di Saluzzo scagiona dall’accusa di usura i due dirigenti della Bre di Barge

Niente rinvio a giudizio. Tirano un sospiro di sollievo M.M. e A.P., i due funzionari che nel tra il 2007 ed il 2008 avevano ricoperto – in momenti diversi -  incarichi di vertice nella filiale di Barge della Banca Regionale Europea. Il giudice per l’udienza preliminare Marco Toscano li ha completamente scagionati dall’accusa di aver praticato tassi di interesse ritenuti usurari nei confronti di una ditta bargese e indagini preliminari: “Il fatto non costituisce reato”.

A trascinare i due (e la stessa Banca, alla quale era stato chiesto il riconoscimento di responsabilità e – qualora i due dirigenti fossero stati condannati – un risarcimento di 240mila euro) nelle aule del Tribunale di Saluzzo era stata la titolare della Smaa – azienda che si occupa di salute e sicurezza sul lavoro e di prevenzione di infortuni sul lavoro, malattie professionali e incendi che oggi sorge a Saluzzo ed all’epoca dei fatti proprio a Barge - Alessandra Lo Cogliano, il cui conto presso la filiale bargese dell’Istituto di credito avrebbe continuato ad essere “in rosso” nonostante i suoi versamenti.

La donna forte di una consulenza che gettava forti dubbi sui tassi praticati dai due dirigenti, aveva inizialmente  scritto alla sede cuneese della Bre ed alla Banca d’Italia, sia di Cuneo che di Roma e soltanto circa un anno più tardi si era decisa a sporgere denuncia.

Nella mattinata di ieri il pronunciamento del Gup. Accolto con soddisfazione  dall’avvocato Maurizio Bonatesta, presidente dell’Ordine degli avvocati di Saluzzo e legale della Banca e dall’avvocato Chiaffredo Peirone di Revello, che ha invece assistito i due dipendenti che oggi escono con le mani pulite dalla vicenda. Di diverso avviso, ovviamente,  l’avvocato Giorgio Ferrari di Barge, legale della donna, che ora potrà ricorrere in Cassazione o intraprendere un procedimento civile contro la Banca per cercare di ottenere il risarcimento degli eventuali danni.

r.g.

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