Un buon numero di rappresentanti di enti territoriali e degli 87 sindaci dei comuni del Pit, l’area geografica del Piano integrato transfrontaliero “Monviso:l’uomo e le territoire “ ha partecipato al primo incontro di consultazione, ieri sera, venerdì 10 febbraio all’antico palazzo comunale, per intraprendere con il Parco del Po in veste di capofila, il percorso di candidatura del territorio a diventare prossima Riserva della Biosfera italiana Mab ( acronimo di Man and Biosfere, nome del programma intergovernativo Unesco di importanza mondiale).
L’incontro dal titolo “Area della Biosfera del Po Cuneese: scenari di sviluppo locale” è stata la prima occasione di ritrovo per individuare gli “ingredienti” che dovrebbero costituire gli assi portanti di uno sviluppo dell’area in questione ma anche problematiche e criticità per il raggiungimento dell’obiettivo che richiede una strategia comune.
Dopo i saluti del sindaco Paolo Allemano, dell’assessore provinciale Pietro Blengini, quelli di Silvano Dovetta, dal primo gennaio nuovo presidente del Parco del Po cuneese che ha ringraziato la precedente Amministrazione guidata da Emiliano Cardia ed ha sottolineato l’opportunità data dalla candidatura, di entrare in un circuito di eccellenze attraverso un riconoscimento di valore mondiale che farebbe del nostro territorio la seconda realtà Mab in Piemonte ( l’altra è il parco del Ticino) e la prima transfrontaliera. C’è infatti una condivisione di intenti con il Parco del Queyras, partner del progetto e del Pit che, simmetricamente procede alla stesura di una candidatura per l’area contigua del Monviso con l’obiettivo di arrivare a condividere la gestione di un MaB Transfrontaliero. I dettagli più tecnici del programma sono stati illustrati da Giorgio Andrian, ex-funzionario Unesco e consulente internazionale per i siti dell’Organizzazione delle Nazioni unite con Manuela Nicosia, entrambi del Cursa ( Consorzio universitario per la ricerca e ambiente) del Molise, a cui il Parco del Po, ha dato l’incarico per la stesura del progetto e il deposito della candidatura.
Cosa sono le Biosfere Unesco?
“Meno famose dei siti del Patrimonio Mondiale – ha detto Andrian - le Riserve della Biosfera condividono lo stesso “tetto” Unesco e sono nate 40 anni fa dalle proposte di un gruppo di scienziati. Il progetto che si è poi evoluto in un complesso insieme di attività di ricerca applicata alla gestione degli ecosistemi terrestri ed acquatici ha dato vita ad una rete mondiale che conta oggi 580 “Riserve della Biosfera” in 114 paesi del mondo, di cui 8 in Italia. Territori paesaggisticamente diversi (dai deserti ai parchi urbani) con dimensione che vanno da pochi ettari a molti chilometri quadrati. Le Riserve che possono essere definite una rete funzionale di laboratori all’aria aperta devono rispondere – ha continuato Andrian - a tre funzioni complementari: quella di conservazione, per preservare le risorse genetiche, le specie, gli ecosistemi e il paesaggio, una funzione di sviluppo sostenibile e una funzione di supporto logistico per sviluppare progetti dimostrativi di educazione ambientale, di ricerche e di monitoraggio”.
Il progetto non comporta vincoli, né costi ed è funzionale allo sviluppo locale, con un miglior coordinamento tra i soggetti. La presentazione della candidatura rientra tra le attività previste dal progetto “Risorsa Monviso” sostenuto dall’Unione Europea attraverso il Programma Alcotra 2007-2013. I fondi necessari ad elaborare il dossier definitivo sono stati già identificati ed impegnati
Come verranno coinvolti gli attori del progetto?
Dopo le consultazioni, come quella di venerdì, ha illustrato Manuela Nicosia, che continueranno anche coinvolgendo i cittadini con incontri pubblici, si individueranno le idee principali creando gruppi di lavoro, si arriverà a decisioni congiunte e quindi ad azioni congiunte. In un arco di tempo da ora a luglio, per presentare la candidatura a settembre . Strumentalmente sarà a disposizione il sito del Pit con presto on line l’area Mab per condividere link, foto, entrare in contatto tra operatori del settore.
Tra i punti in evidenza al giro della prima consultazione, l’informazione sulla strategia comune, il chiarimento di concetti come il significato di sviluppo sostenibile, la necessità di trovare il giusto equilibrio tra le realtà di pianura e di montagna del territorio della futura Biosfera Parco del Po cuneese: “La montagna non è il momento di svago della pianura” è stato il pungolo di Aldo Perotti, presidente della Comunità montana Valli del Viso.