Al Direttore - 19 febbraio 2012, 09:37

Il PD non è un partito ondivago, che "decide di non decidere"

Lettera del signor Gianfranco Conforti ancora sulla questione Primarie

Da parecchio tempo i cuneesi leggono sui giornali le travagliate vicende del candidato sindaco Gigi Garelli e della coalizione di centrosinistra che "dovrebbe" appoggiarlo. Non entro nel merito se non per segnalare un aspetto che mi ha, a dir poco, contrariato. Mi riferisco a come è stato rappresentato il Partito Democratico da parte di alcuni giornalisti. Il PD cuneese è apparso come un partito ondivago, incerto, che "decide di non decidere".

In verità, avendo partecipato in qualità di iscritto ad alcune riunioni del Circolo di Cuneo, ho constatato come il PD cuneese abbia scelto, sin da subito e in modo chiaro, di decidere democraticamente cosa fare. Il metodo democratico richiede tempo e pazienza, discussioni, analisi, anche scontri, che sfociano in una decisione. Questo è un partito democratico e questo è il Partito Democratico.

Nessun dirigente ha mai negato gli errori commessi, ma a questi errori si è cercato di rimediare con il confronto al nostro interno e con le altre forze politiche locali. Non mi illudo e non sono così ingenuo da pensare che la democrazia sia un obiettivo raggiunto compiutamente. Certo è che si è scelta la strada del dibattito, aperto a tutti gli iscritti e simpatizzanti.

Tante forze politiche, che sono sempre pronte ad insegnare la democrazia agli altri, scivolano sulla buccia di banana del leaderismo carismatico evitando di promuovere o, anche solo, partecipare alle primarie. Voglio ricordare che le primarie le ha "inventate" il PD e, ovunque, ne accetta il risultato anche dove ne esce sconfitto. Per questo ritengo che si debba rispettare l'esito delle primarie, anche se non gradito.

Non farlo creerebbe un precedente che ci riporterebbe alla ribalta nazionale, questa volta in negativo. Come ritengo che un candidato sindaco che si ponga l'obiettivo di vincere e governare per un'intera legislatura non possa affermare che "si va avanti con chi ci sta". Queste sono affermazioni di chi vuol testimoniare non di chi vuole amministrare.

Non è sufficiente consolarsi guardando la situazione dei partiti di centro destra, in pieno marasma. Occorre continuare nel difficile cammino di confronto democratico e rispetto delle regole, cercando di smussare gli angoli per fare sintesi programmatica. Se si vuole veramente si può.    

Gianfranco Conforti, Cuneo