Dal 30 gennaio è entrato in vigore il decreto che stava all’interno del “pacchetto sicurezza” dell’ex ministro MARONI che introduce una nuova tassa molto pesante che va a colpire gli stranieri nel momento in cui sono obbligati a rinnovare il permesso di soggiorno. La tassa va da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro. La tassa aumenta in base all’aumento del tempo di durata del permesso richiesto e va ad aggiungersi a quanto già si pagava prima alla posta (72,12 euro).
Per aiutare a capire, queste sono le cifre che si devono pagare a seconda delle varie tipologie di permessi: permessi fino a un anno (disoccupazione, studio, lavoro precario con contratto di poche settimane) 152,12 euro, permessi fino a due anni (contratto di lavoro lungo o indeterminato, lavoro autonomo, famiglia,) 172,12 euro, permessi oltre i due anni (cioè carta di soggiorno) 272,12 euro.
Che fine faranno tutti questi soldi? Per metà andranno a finanziare il Fondo statale per i rimpatri dei clandestini, il resto andrà al Ministero dell’Interno. Il Governo Monti aveva promesso di cancellarla, poi di modificarla, adesso dice che la manterrà, ma allungherà la durata dei permessi. Scrivono dalla Cgil: "Noi chiediamo al Governo di cancellarla o ridurla fortemente. Si tratta di una tassa INGIUSTA, che colpisce le famiglie di stranieri in questo momento di grave crisi economica, che non fa differenze tra chi lavora e chi è disoccupato, tra chi è solo e chi ha famiglia a carico. Si tratta di una legge NON ACCETTABILE perché colpisce lavoratori che già pagano le tasse e contribuiscono così al funzionamento dei servizi e dell’amministrazione pubblica". Per queste motivazioni la Cgil ha organizzato un PRESIDIO davanti alla Prefettura a Cuneo per sabato 3 marzo dalle 14 alle 16.
Durante il Presidio sarà presentato un documento al Prefetto con la richiesta di cancellazione della tassa e si daranno i risultati provinciali della raccolta firme per le leggi di iniziativa popolare per la cittadinanza ai nati in Italia e per il diritto di voto amministrativo agli stranieri residenti da più di 5 anni per il Comitato “L’Italia sono anch’io”. (c.s.)