Pregiatissimo direttore,
buongiorno. Vediamo se tra gli illustri esponenti del mondo bancario e politico qualcuno mi sa dare una risposta. Una risposta ad una storia che accomuna molte famiglie.
Un padre di famiglia si vede realizzato nel momento in cui è riuscito a garantire un futuro decoroso ai propri figli. Non pensa agli sforzi di una vita quando vede i propri figli crescere, nel mondo scolastico prima e avviati nel mondo del lavoro poi, quale che sia la forma. Ora tutto questo non è più certezza. I sacrifici di una vita vengono mandati in frantumi in un niente, da un sistema che ad oggi miete vittime nel più assoluto silenzio generale.
Dai dati che abbiamo sui fatti di cronaca, relativi purtroppo ai casi di suicidio per crisi, i numeri sono in aumento, purtroppo. In merito poi alla moria di Partite iva, beh, non c'è necessità di aggiungere altro.
La storia recente di un imprenditore che, a seguito di una perdita importante di liquidità dovuta ad un fallimento subito si vede praticamente risucchiato nel vortice del sistema Italia, ha epilogo drammatico non solo per quanto riguarda il puro lato aziendale. Questo imprenditore ed i suoi 3 figli vivono esclusivamente con il lavoro della moglie. Non hanno più nulla, tutto pignorato e bloccato dalle banche. Inutili i vari esposti agli enti preposti ed alle associazioni.
Anzi, gli stessi sindacati avviano pratiche di recupero disastrose, per quello che secondo loro dovrebbe essere la tutela dei diritti dei lavoratori che in quella azienda operavano. Peccato che almeno loro ora un lavoro ce l'hanno.
Ma proprio oggi una buona notizia: l'Inps blocca il quinto dello stipendio alla signora. Equitalia blocca il conto corrente e blinda di fatto tutti gli incassi di questa mamma. Da domani, sicuramente Caritas, ammmeso che anche li ora non ti chiedano di presentare il mod 730.
A fronte di queste situazioni vorrei davvero che si parlasse di politca surreale, di un mondo che non è più il nostro, ma quello degli strozzini legalizzati.
Mi scuso con la redazione se non firmo la presente, non per orgoglio personale, ma per un briciolo di tutela per i miei 3 figli, già messi al muro da precedenti situazioni. Non è colpa loro se sono nati in Italia. Resto in curiosa attesa delle risposte dei nostri ammistratori.
Con cordialità
Un lettore
Di norma ci asteniamo dal pubblicare lettere non firmate, facciamo un'eccezione per quello che ci sembra davvero l'appello di un padre disperato. Che attende risposte. (c.m.)