Monregalese - 11 aprile 2012, 08:37

Offerte d’acquisto per gli stabilimenti San Bernardo di Garessio e Ormea

La notizia confermata ai sindacati dal gruppo Sanpellegrino che mantiene però il massimo riserbo sul nome del possibile acquirente

Il gruppo “Sanpellegrino”, dal 1998 proprietario del marchio “San Bernardo”, ha confermato ai sindacati la notizia pur trattenendo riserbo: ci sarebbe un interessamento all’acquisto dei due stabilimenti dell’acqua minerale di Garessio e Ormea.

“Negli anni passati l’azienda ha sempre smentito ipotesi di cessione e trattative – spiega Andrea Basso della Flai-Cgil – ma a fine marzo, in occasione di un incontro che abbiamo chiesto proprio per verificare la fondatezza della notizia e che si è tenuto in Confindustria a Cuneo, ci ha confermato questa manifestazione di interesse all’acquisto”. Una novità accompagnata da diverse incognite: nessun riferimento sul possibile acquirente e tanto meno sulle sue intenzioni e sulle conseguenze che l’operazione potrebbe generare. E lo stato di incertezza crea inevitabilmente preoccupazione.

La società “Fonti San Bernardo” nasce nel 1926 a Garessio, nello stabilimento destinato all’imbottigliamento in vetro dell’acqua della sorgente Rocciaviva. Un’acqua definita “miracolosa” dagli abitanti del luogo per le proprietà terapeutiche e per la nota leggerezza. Nel 1981 viene prodotta la prima bottiglia di plastica PVC poi convertita a PET a inizio anni ’90 e nel 1991 prende avvio la linea di imbottigliamento a Ormea. Qui ora si producono mezzi litri a marchio “Acqua vera” e boccioni “Aquarel”.

L’anno scorso, per far fronte al considerevole calo delle vendite registrato, Sanpellegrino - che a sua volta fa parte della multinazionale Nestlé - ha avviato una profonda riorganizzazione che inizialmente prevedeva la chiusura, poi scongiurata, del sito ormeese con trasferimento della linea “Vera” a Garessio. Gli esuberi conseguenti alla ristrutturazione, una ventina in tutto, sono stati smaltiti con trasferimenti in altri siti produttivi del gruppo, prepensionamenti e contratti solidarietà.

Oggi i dipendenti dei due stabilimenti sono in tutto poco più di un centinaio; insieme ai sindacati aspettano l’evolversi della situazione.

A.B.