Preso atto dell’obbligo di legge, derivante dalla manovra cosiddetta “Salva Italia” di applicare anche nel nostro comune l’IMU, consapevoli del fatto che la stretta fiscale cade in un momento difficile per il paese, in cui la crisi economica provoca disoccupazione, nuove povertà e malessere sociale, convinti quindi delle gravi responsabilità che ricadono sugli amministratori pubblici, chiediamo al Sindaco di attivare un approfondito confronto, istituendo una commissione mista Giunta (e/o maggioranza) e minoranza, aperta al contributo di esperti e capace di ascoltare le rappresentanze sociali della zona.
L’obiettivo è quello di addivenire alla stesura di un regolamento di applicazione dell’imposta nelle forme più trasparenti ed equilibrate possibile, da approvare in Consiglio comunale.
Punti essenziali di tale regolamento dovrebbero essere, assieme con altri che emergano dal confronto:
- la scelta delle aliquote le più basse possibile, cioè strettamente indispensabili a raggiungere gli equilibri di bilancio. In tal senso sembra opportuno congelare in questa fase le nuove assunzioni di personale, che spesso sono riconducibili a doppioni di figure, ripensare le gestioni associate ipotizzate con altri comuni con riguardo ai risparmi e sospendere ogni iniziativa volta alla costruzione di una nuova scuola elementare, compreso l’assurdo e oneroso ammortamento del mutuo senza che i lavori partano o che vi sia certezza delle condizioni di fattibilità tecnica e finanziaria
-l’esenzione o in subordine la riduzione allo 0,1% dell’aliquota che grava sui terreni agricoli collocati in collina, quale zona “svantaggiata
-l’applicazione di una riduzione, oltre a quella prevista dalle ultime modifiche governative per i coltivatori diretti, ai terreni agricoli anche di pianura, dedicati a coltivazioni oggi in pesante crisi per infezioni epidemiche o crollo dei mercati
-la riduzione dell’aliquota per le abitazioni di anziani ricoverati in casa di riposo, a patto che non siano affittate, equiparando il trattamento di tali alloggi a quello della prima casa.
Poiché i redditi da lavoro sono già penalizzati dall’attuale sistema dell’IRPEF, sovraccaricato dall’addizionale regionale imposta senza alcuna progressività, si chiede al Comune per ciò che riguarda la sua quota di addizionale di istituire una fascia di esenzione per i redditi più bassi, rimodulando l’aliquota oggi unica in forma progressiva per scaglioni di reddito come consentito dalla legge (15 mila, 28 mila, 55 mila, 75 mila euro ecc. di reddito annuo).
Infine sarebbe opportuno che gli uffici comunali (servizio da gestire in forma associata?) predisponessero per ogni famiglia oltre a quelli della TARSU e della TOSAP, i calcoli dell’IMU, inoltrandoli con un unico invio da fissare ad es. per la tarda primavera di ogni anno.
I consiglieri del gruppo UPM