Curiosità - 08 maggio 2012, 10:28

Savigliano: marmi e tecniche a confronto

All'angolo tra piazzetta Baralis e via S.Pietro si può osservare un'accoppiata di targhe che sfruttano due diverse tecniche di riempimento dei caratteri. Qualche riflessione sui risultati

In pieno centro storico non è raro incontrare, con la funzione di indicatori toponomastici,  esempi marmorei variegati. Il vederli con occhio critico porta a comparazioni che si possono agevolmente fare avendo a portata di mano una scala e la voglia di curiosare. Via San Pietro esibisce una targa caratterizzata da incisione abbastanza profonda con una serie di fori all'interno, capaci di ospitare inserti (la “I” ne conta tre, la “P” quattro, ecc.) che fanno un tutt'uno con le singole lettere che formano il nome della strada. Come si vede, nonostante un così preciso e robusto ancoraggio, le lettere via via si “disintegrano” e non ne rimane neppure una integra.

Piazzetta Giovanni Baralis, girato l'angolo, offre una tecnica semplice che si regge su una incisione che definire “sinopia” non è fuori luogo. Il paragone con la tecnica dell'affresco, dove per sinopia si intende il disegnare un abbozzo preparatorio, permette di arrivare ad una conclusione: per “riempire” le lettere che indicano la piazzetta si è operato unicamente con un prodotto capace di resistere nel tempo, senza l'ausilio di inserti. Ciò è molto chiaro se si osseva da vicino l'esigua incisione marmorea. In sostanza, si punta in questo caso su un prodotto capace di durare nel tempo e di rimanere fissato senza dover fare ricorso ad ancoraggi più profondi.

Due tecniche, in definitiva. Ma via S.Pietro, che si è avvantaggiata di strumenti più incisivi (il termine è quantomai azzeccato) in definitiva non mostra significativi risultati se paragonata alla semplice linearità operativa di piazzetta Baralis.

Marco Roascio