Continua ad Alba la mostra “Senza Titolo” dedicata a Pinot Gallizio, curata da Liliana Dematteis e dall’Archivio Gallizio, un’occasione unica per vedere esposto per la prima volta nella sua interezza il rotolo di pittura industriale lungo 74 metri realizzato nel 1958. Un grandissimo successo per una mostra “diffusa” grazie anche al sostegno del Gruppo Miroglio, leader italiano nel settore tessile e abbigliamento i cui tessuti Gallizio utilizzò più di cinquanta anni fa per alcuni suoi importanti lavori. Oltre 1500 persone hanno visitato nel week end del primo maggio la mostra allestita in San Domenico e, al vicino Teatro Sociale, l’esposizione dedicata alla moda legata al pittore albese che resterà aperta fino al 13 maggio. La mostra in San Domenico continua invece fino al 10 giugno, ma prima di allora altri appuntamenti dedicati al grande pittore albese invaderanno la città.
Sabato 12 maggio alle 18 nei locali al secondo piano del Centro Studi Beppe Fenoglio sarà aperto lo Spazio Gallizio, Francesca Comisso presenterà lo spazio permanente dedicato a Pinot Gallizio e l’installazione L’Anticamera della morte, donata dall’Archivio Gallizio alla città di Alba. Si tratta di un’opera ambientale realizzata dall’artista pochi mesi prima della sua morte, avvenuta nel febbraio del 1964, ricoprendo con una stesura monocroma di nero fumo un mobile a scaffale del suo studio. Una libreria in cui Gallizio - che era stato partigiano, farmacista, chimico, archeologo, pittore - aveva disposto una serie eterogenea di oggetti accumulati nel corso di una vita. Una sorta di wunderkammer al rovescio, con cui la ricerca artistica di Gallizio si affacciava ai nuovi linguaggi delle neoavanguardie europee e internazionali.
Lo stesso giorno, alle 19 e alle 23 in occasione della Notte Bianca delle Librerie, nella chiesa di San Domenico sarà la volta della lettura del “Manifesto della pittura industriale” di Gallizio, letto da Luca Occelli accompagnato dai frammenti sonori di Walter Olmo del 1956/58. Nello Spazio Gallizio, inoltre, in collaborazione con la Fondazione Ferrero, sarà proiettato il film Dérive Gallizio ed Edoardo Borra parlerà dell’uomo e della città.
“Di solito, quando si parla della Notte Bianca, si pensa immediatamente alla musica e ai concerti – spiega l’Assessore alla Cultura e al Turismo della città Paola Farinetti –, noi abbiamo invece provato a immaginare una Notte Bianca di segno diverso, ma ugualmente speciale e fuori dall’ordinario”.
Il prossimo appuntamento è per sabato 19 maggio, nella chiesa di San Domenico dove, in una mostra a cura di Francesca Comisso e dell’Archivio Gallizio, si affiancheranno al grande rotolo di pittura industriale di Gallizio opere di Anna Scalfi Eghenter e di Cesare Pietroiusti che, secondo nuove e differenti prospettive riflettono sui concetti di valore, produzione, unicità e serialità che furono alla base della pittura industriale.
Un’occasione irripetibile non solo per avvicinarsi alla produzione di un grande ed eclettico protagonista della ricerca artistica europea tra gli anni cinquanta e sessanta, ma anche per conoscere l’altra anima di Alba, la capitale delle Langhe spesso associata all’enogastronomia, che fu la culla ai tempi di Gallizio di un’intensa attività culturale internazionale.