Eventi - 11 maggio 2012, 12:05

Presentato a Cuneo il concorso “Chef d’oc”: 6 cuochi pronti per la sfida del gusto

Dal 21 al 23 maggio a Frossasco, Mondovì e Caraglio. Tavola rotonda con Edoardo Raspelli

La conferenza di presentazione dell'evento Copyright targatocn

È stata presentata giovedì 10 maggio presso la sede dell’associazione provinciale cuochi in Confcommercio a Cuneo la prima edizione di “Chef d’oc. La grande sfida del gusto”, competizione gastronomica organizzata dall’associazione Rerum Natura.

Nelle serate del 21, 22 e 23 maggio, rispettivamente al Museo del Gusto di Frossasco, all’Istituto Alberghiero di Mondovì e al Filatoio di Caraglio, gli chef di sei diversi ristoranti della provincia di Cuneo si daranno “battaglia” a suon di specialità e piatti legati alla tradizione cuneese e ai prodotti del territorio.

Sarà poi il pubblico, presente a ciascuna cena, a valutare le prestazioni ai fornelli e a decidere il vincitore. Il momento clou del concorso è previsto, inoltre, per mercoledì 23 maggio, quando la competizione culinaria verrà anticipata dalla tavola rotonda “Prodotti locali per tasche vuote” animata dal giornalista e critico gastronomico Edoardo Raspelli.

L’evento “Chef d’oc” è reso possibile grazie alla collaborazione dell’Atl di Cuneo e dell’associazione culturale Marcovaldo, col sostegno del Gruppo Itas Assicurazioni e dell’Antica Distilleria Bordiga. Alla presentazione sono intervenuti: Claudio Arneodo, Paolo Madala e Flavio Allione, presidente e consiglieri di Rerum Natura, Adriano Ravera, esperto enogastronomico di livello nazionale che con Elma Schena compone il comitato scientifico del concorso, e Riccardo Molinero, responsabile commerciale dell’Antica Distilleria Bordiga.

“Con questa iniziativa intendiamo valorizzare l’imponente bagaglio di tradizioni gastronomiche di cui sono ricche le nostre vallate – hanno dichiarato Claudio Arneodo e Paolo Madala dell’associazione Rerum Natura – e nello stesso tempo coinvolgere i cittadini della Granda, dando loro la possibilità non solo di assistere a sfide di cucina di assoluto livello, ma di partecipare direttamente all’evento, attraverso la designazione del vincitore”.

“Chef d’oc, più che una sfida ai fornelli, è un confronto di idee sui prodotti del territorio, ben interpretati da ricette della tradizione o da scelte innovative legate ai nuovi indirizzi gastronomici – ha sottolineato Adriano Ravera -. Un momento importante di crescita per sei ristoratori di sicuro mestiere. L’obiettivo è valorizzare le tante eccellenze cuneesi, alcune approdate alla prestigiosa denominazione di origine; una qualità legata al mercato di stagione, alla molteplicità delle offerte di una provincia che appassiona per gusto e ricchezza della sua tavola”.

Nel dettaglio, lunedì 21 maggio al Museo del Gusto di Frossasco si sfideranno Graziella Canavese, del ristorante “Da Claudino” di Gambasca e Marco Roberto del ristorante “D’Andrea” di Barge;

martedì 22 maggio all’Istituto Alberghiero di Mondovì, sarà la volta degli chef Paolo Pavarino dell’“Italia” di Ceva e Antonio Ietto della Trattoria “Ezzelino” di Mondovì.

Mercoledì 23 maggio, infine, sarà il Filatoio di Caraglio ad ospitare la serata conclusiva che vedrà contrapposti, al termine del convegno, i cuochi Eugenio “Poldo” Manzone del “Portichetto” di Caraglio ed Erik Macario de “La Posta” di Peveragno.

Per partecipare ad una delle cene in programma è necessario rivolgersi alla segreteria organizzativa dell’evento (Autorivari studio associato - Tel. 0171/601962) o visitare il sito internet www.rerumnatura.eu. C’è tempo fino a venerdì 18 maggio per iscriversi; il costo di adesione a ciascuna serata è di 20 euro (10 euro per i soci di Rerum Natura).

LA TAVOLA ROTONDA “PRODOTTI LOCALI PER TASCHE VUOTE” Mercoledì 23 maggio, alle 18, presso il Filatoio di Caraglio, prima della competizione gastronomica, avrà luogo la tavola rotonda dal titolo “Prodotti locali per tasche vuote” con la partecipazione del noto giornalista e critico gastronomico Edoardo Raspelli. Con lui dialogheranno il presidente dell’Atl di Cuneo, Gianni Vercellotti, il presidente dell’Uncem Piemonte, Lido Riba e l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto. Tematiche al centro del convegno saranno: le opportunità riservate dalle produzioni locali in periodo di crisi, l’importanza della filiera corta e la necessità di fare sistema tra produttori e aziende ristoratrici. “In un periodo difficile come il nostro – spiegano gli organizzatori di Rerum Natura - le aziende sono chiamate a fare sistema: i ristoratori possono e devono cercare sul territorio i prodotti principali per preparare i loro piatti. Così facendo, da un lato, i produttori locali riescono a trovare interlocutori privilegiati nei ristoranti che hanno la necessità di approvvigionarsi di prodotti eccellenti, freschi, legati alla stagionalità e con costi di trasporto ridotti, dall’altro il consumatore ha la certezza di portare in tavola prodotti nati sul proprio territorio, avendo così un maggior controllo su ciò che mangia”.  

Edoardo Raspelli

Edoardo Raspelli nasce a Milano il 19 giugno 1949. Dopo aver cominciato a scrivere, in seconda liceo classico, sul Corriere della Sera diretto da Giovanni Spadolini, diventa giornalista professionista nel 1973. Si specializza poi in gastronomia e difesa del consumatore. Nell’ottobre 1975, su ordine del direttore del Corriere d'Informazione di allora Cesare Lanza, Raspelli inventa “Il faccino nero”, pagina dei ristoranti con la rubrica di stroncature che in breve diventa celebre. Nasce così in Italia la critica gastronomica, anche se Raspelli più che “critico gastronomico” si definisce “cronista di gastronomia”. È stato definito “il critico gastronomico più severo d’Italia”. Per le sue stroncature è stato querelato più volte da proprietari di ristoranti, albergatori e produttori di vino ma è sempre stato assolto dai tribunali italiani “per aver svolto correttamente il diritto - dovere di cronaca e di critica”. Numerose le collaborazioni con i principali quotidiani nazionali (Il Manifesto, La Repubblica, La Stampa), oltre alla presenza in tv che lo rende noto al grande pubblico. Comincia nel 1984 come consulente di “Che fai, mangi?” su Rai Due, seguono numerose altre trasmissioni che conduce o a cui collabora sia su emittenti pubbliche che private. Tutte le domeniche, alle 12, conduce su Rete 4 “Melaverde” (prima con Gabriella Carlucci, da gennaio 2009 con Elisa Bagordo, da settembre 2010 con Ellen Hidding), trasmissione ideata dall’agronomo Giacomo Tiraboschi.      

L’ASSOCIAZIONE RERUM NATURA

Rerum Natura è un’associazione con sede a Cuneo, in via Luigi Einaudi 22, nata nel 2006 con finalità esclusivamente sociali. Conta oltre 1500 soci in tutto il Piemonte, per i quali mette a disposizione convenzioni e agevolazioni di diverso tipo. Promuove la ricerca e lo studio delle usanze regionali italiane nel costante rispetto della natura, a cui propone di avvicinarsi con un approccio etico e mettendo in campo iniziative di carattere culturale, didattico ed educativo; favorisce, inoltre, lo sviluppo del territorio attraverso contributi mirati. L’associazione è guidata dal presidente Claudio Arneodo e dai consiglieri Flavio Allione e Paolo Madala. Tra i diversi interventi organizzati da Rerum Natura ci sono: il convegno sulla raccolta e tutela delle piante officinali, tenutosi nel mese di giugno 2009 a Villar San Costanzo, e il Tour Bordiga, che nel 2010 ha visto l’esibizione nelle piazze di alcune cittadine del Piemonte di gruppi musicali e di danzatori occitani.    

LE SEDI DI “CHEF D’OC”  

Museo del Gusto di Frossasco Il Museo del Gusto, ideato dall’Azienda del Turismo delle Montagne Olimpiche, con il Comune di Frossasco, la Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, con il sostegno della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, propone un viaggio ideale nella storia dell’alimentazione: dalla preistoria ai giorni nostri, con suggestioni attraverso la cucina tradizionale, contrapposta a quella contemporanea; itinerari alla conoscenza dei vari alimenti con informazioni sui principali cibi del mondo, le diete e ancora sezioni dedicate al gusto nell’arte, nella musica, nel cinema, nella pubblicità. Il Museo ha al suo interno spazi per laboratori didattici e sensoriali per la storia e la cultura del cibo e della tradizione del gusto; la Scuola Internazionale di cucina e le aule pratica e degustazione, completano la visita del Museo con l’esperienza del gusto in diretta! Il Museo è gestito dall’Associazione Amici del Gusto, costituita dal Comune di Frossasco, dalla Comunità Montana Pinerolese e dalla Provincia di Torino. L’Associazione Amici del Gusto è aperta a tutti coloro che sono interessati al mondo dell’alimentazione, nel senso più ampio del termine, e si riconoscono nelle finalità indicate nell’atto costitutivo dell’Associazione.    

Istituto Alberghiero “Giovanni Giolitti” di Mondovì

L’Istituto professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Giovanni Giolitti” festeggia nel 2012 i 40 anni di attività. Nel 1972, infatti, grazie all’interessamento dell’allora parlamentare Pierluigi Gasco, spronato dal professor Giuseppe Ferrua, a Mondovì nacque l’Alberghiero. Erano anni in cui l’Italia e il Piemonte contavano ancora pochi istituti di tal genere. Nel settembre 1972 nella Sala delle Conferenze a Mondovì ci fu la prima riunione di presentazione: il primo preside fu il professor Maurizio Meinero. Nel 1990, poi, l’istituto abbandona l’originaria sede di via delle Scuole per trasferirsi in piazza IV Novembre, dov’è tuttora. Oggi l’Alberghiero dispone di quattro sedi: Mondovì, Dronero, Barge e, ultima nata, Casa Circondariale di Cerialdo a Cuneo, per un totale di oltre 1300 allievi. La sede di Mondovì dispone di tre laboratori di cucina, tre laboratori di sala, un laboratorio di ricevimento, un’aula convegni, un laboratorio multimediale e un laboratorio linguistico e, nell’anno scolastico 2005/2006, ha inaugurato il Teatro dei Sapori, fiore all’occhiello della didattica di laboratorio che, grazie ad attrezzature di nuova generazione, permette la realizzazione di preparazioni particolari ad opera anche di chef professionisti provenienti da rinomati ristoranti.    

Il Filatoio di Caraglio

Il Filatoio di Caraglio è la “fabbrica da seta” più antica d’Europa e rappresenta un caso unico nel contesto produttivo del Piemonte seicentesco. Costruito in due anni (1676-1678) da Giovanni Girolamo Galleani, ha l’aspetto di una dimora fortificata ed ospitava al suo interno i “fornelletti” per la trattura e i “mulini da seta” per la torcitura del filato, esportato in tutta Europa. Oggi il Filatoio, oltre ad ospitare un centro congressi e ad una vetrina del territorio, si anima grazie a due forti vocazioni. Con il restauro sono stati ricostruiti gli imponenti torcitoi da seta e sono stati recuperati il filatoio, la filanda e gli ambienti abitativi. Il complesso costituisce il primo nucleo del Museo del Setificio Piemontese, in fase di espansione, che propone, inoltre, mostre temporanee sul tema della seta e dei tessuti. La seconda anima del complesso edificio è costituita dall'attività espositiva internazionale. I suggestivi spazi accolgono capolavori d'arte contemporanea e del passato.      

I RISTORANTI DI “CHEF D’OC”  

“Da Claudino” - Gambasca Il ristorante “Da Claudino”, in via Roma 22 a Gambasca, è gestito dallo chef Graziella Canavese e dal marito Claudio che propongono tipici piatti della tradizione locale e una ricchissima carta dei vini. Il tutto da gustare nella grande sala da pranzo impreziosita dalle vetrate policrome dell’artista Elio Garis. Tra le specialità del ristorante il tortino Lulù, con cui “Da Claudino” ha vinto il primo premio al concorso nazionale “Il tartufo d'oro” dell’Associazione Cuochi della Provincia Granda. Il 28 marzo 2011 Graziella Canavese ha ricevuto, inoltre, il Collare del Collegium Cocorum, importante onorificenza della Federazione Italiana Cuochi (FIC) per gli oltre 5 lustri di professione.  

“D’Andrea” - Barge Il ristorante “D’Andrea” si trova a Barge, in via Bagnolo 37, e propone piatti fortemente inseriti nella tradizione piemontese preparati dallo chef, nonché titolare, Marco Roberto e impreziositi in sala dal servizio della moglie Mara. Marco Roberto vanta un curriculum di tutto rispetto con esperienze importanti alla Ciau di San Secondo di Pinerolo e al Flipot di Torre Pellice. Il desiderio di poter gestire lui stesso un locale lo ha spinto a proseguire nella conduzione dell’attività creata dai suoi genitori negli anni ’70: il “D’Andrea” appunto.  

“Italia” - Ceva A Ceva, in via Moretti 19, ha sede il ristorante “Italia”, nato come stazione di traino cavalli e albergo come le antiche parochiae latine. Da fine anni quaranta al 1996 il ristorante è stato gestito dalla famiglia Muratore. Dal 2003 passa a Bruno Bella e Paolo Pavarino, coadiuvati dalle rispettive famiglie. La cucina è tipicamente piemontese con menù anche innovativi. Il ristorante è specializzato nel cucinare funghi e tartufi bianchi e neri. Tre le sale, una in stile rustico, un’altra moderna e una terza adibita a cantina.  

“Trattoria Ezzelino” - Mondovì Nel rione storico di Piazza a Mondovì, in via Vico 29, Giovanna Tesio e Antonio Ietto gestiscono la “Trattoria Ezzelino” conosciuta per la cucina raffinata e curatissima nei contenuti, con ingredienti freschi e genuini. Il locale propone piatti originali e innovativi, spaziando dai primi ai secondi di carne e pesce, fino ai dolci mai banali. La carta dei vini, poi, offre una scelta ampia e completa della produzione piemontese, ma anche una selezione interessante che spazia nel resto della penisola.  

“Il Portichetto” - Caraglio A fine anni ‘80, in via Roma 178 a Caraglio, nasce il ristorante “Il Portichetto”, su iniziativa della famiglia Acchiardi–Bertone, che improntò la cucina ai criteri di un’eleganza raffinata e di qualità. Ai fornelli già allora l’attuale chef Eugenio Manzone. Nel 2000 il testimone passa alla famiglia Bruno, che con professionalità e passione fa del locale uno dei migliori del Cuneese, grazie anche all’opera di ricerca e valorizzazione dei prodotti del territorio e delle antiche ricette tradizionali della zona. Nel marzo del 2009 ha inizio, infine, l’attuale gestione, che vede protagonisti lo chef Eugenio Manzone ed il responsabile di sala Ivo Giordano.  

“Trattoria della Posta” - Peveragno In frazione Pradeboni a Peveragno il ristorante “Trattoria della Posta” da oltre 5 generazioni offre ai suoi ospiti piatti che nascono dalla tradizione culinaria, rivisitata in chiave personale, ma rispettosa dei prodotti del generoso territorio montano. Qui lo chef Erik Macario, la cui abilità è riconosciuta a livello internazionale, seleziona i prodotti con i quali dà vita a creazioni culinarie di assoluto effetto. La scelta quotidiana dei menu, così come la professionalità e la passione che si usa in cucina, sono garanzia della qualità dei piatti che vengono preparati nel contesto culturale della cucina piemontese. (c.s.)