Al Direttore - 14 maggio 2012, 12:51

Adempimento di una promessa fatta all’ex magistrato Carlo Maroglio

Il signor Garro ricorda l'amico scomparso

Carlo Maroglio al bar di Piasco

Nella luttuosa mattinata di metà febbraio, da amico ciclista, in vicinanza alla bara, feci una solenne promessa. In un mio scritto, posteriore al funerale, rivelai la scommessa da noi fatta ad inizio dell’anno che così descrissi : “a costo di impiegarci l’intera giornata andiamo a prendere un caffé ad Entracque”.

Purtroppo gli eventi ci furono avversi, ma la voglia di soddisfare questo desiderio è rimasto inalterato. Nei mesi seguenti, attendendo la stagione propizia, questo pensiero, o meglio questa promessa, nel mio cervello si è ingigantita e questa settimana, con il dubbio di non arrivare, sono partito  per sciogliere quello che per me era un sentito impegno morale.

Lunedì mattina 7 maggio. chiedo ai più forzuti  amici “Giovani Ciclisti” di dirigersi a Trinità di Entracque con lo scopo di ritrovarci alle ore 11 al solito Bar di Entracque. Come facevamo noi due, lascio spazio alla combriccola che subito sparisce dalla mia vista ed io inizio con passo lento e cadenzato la nostra pedalata. Dire “nostra” non è uno sbaglio  perché questa mattina  non mi sento solo ma, percepisco che mi sei vicino e mentalmente dialogo con Te.  

Dopo il Santuario degli Angeli, ricordando le tue partenze veloci mi viene spontaneo il consueto rimbrotto:”Rallenta, ricordati che bisogna ritornare a casa”. Dopo Borgo affronto, sempre con la lentezza di un vecchio e logoro ciclista, gli strappi delle Terre Rosse, di Andonno e di Valdieri  e, come sempre facevamo, mi disseto alla fontana.

Stranamente non mi sento  stanco.

Dopo la breve discesa di Valdieri, inizia il tratto in continua ma blanda  salita sino alla rotonda del bivio Entracque - S. Anna e, spontaneamente ripeto, la rituale frase: “fai il tuo passo, non forzare, il difficile viene dopo”. Dialogando mentalmente con Te,  arrivo al ponte che segna l’inizio della salita di Entracque e non posso fare a meno di ricordare l’ultima raccomandazione; ”metti tutto quello che hai”, un invito in gergo ciclistico, ad alleggerire la pedalata.

Arrivato  al Camping  tiro un sospiro di sollievo, il pezzo duro è superato e a questo punto scattava il  vicendevole incoraggiamento  con la solita, ma calzante  frase: “ il pezzo duro è finito, siamo arrivati!”. Arrivo ad Entracque, aspetto gli amici al Bar e prendiamo il caffé, si discorre del più e del meno, ma il mio pensiero è sempre rivolto a Te e noto l’assenza della tua tazzina che mai zuccheravi.

Questa peregrinazione per me è stata una cosa importante, ho sciolto in bellezza la mia promessa, sono contento ed ho constatato che questo viaggio, mentalmente fatto in due, non è stato faticoso  e, come a ogni termine di cavalcata, con voce stentorea lancio il classico: Ciao Carlo!                       

L.  Garro