Signor direttore,
del caro non glielo posso proprio dare perché, a naso, non credo si stia dalla stessa parte della barricata, ma siccome Lei dirige un giornale che rende un servizio pubblico, Le invio alcune considerazioni riguardo alla lettera-invito dell’avv. Dalmasso pubblicata giovedì 10 maggio.
Tengo a precisare che non è mia intenzione sollevare un dibattito a due con l’avvocato autore della lettera ma semplicemente, essendo stato sollecitato dalla sue considerazioni, farne di diverse.
Prima di tutto direi che l’apporto dell’Udc alla coalizione pro Borgna mi pare piuttosto considerevole, non tanto in termini di consensi ottenuti quanto di sostegno ideologico a quel dichiararsi “moderati” che indica nella politica nostrana un ben definito riferimento. Diversi tra i politici che sostengono Borgna sono inoltre espressione, ampiamente sconfessata, di una parte altrettanto definita: per essere chiari – visto che in molti sembrano non capire quel che succede, figuriamoci quel che si dice – l’area del Partito Democratico che non ha voluto riconoscere il risultato delle Primarie.
E poi a cosa servirebbe l’apporto dei partiti quando, guardando le personalità messe in campo si vede per esempio che la sig.ra Franca Giordano, sostenuta da Sel (i paventati, velleitari estremisti) alle primarie, dopo aver perso ha trovato consolazione e casa nello schieramento moderato, direi di centrodestra. Un segno del rinnovamento tanto caldeggiato? Mah!
Mi pare che in questo secondo tempo, anche se la definizione non corrisponde al vero, si vada a votare non più uno schieramento locale di candidati che non-si-può-non-votare perché parenti o amici ma una scelta tra due persone e quindi tra ciò che queste rappresentano. La partita che si gioca in questo caso è quella relativa alle scelte che si dovranno compiere nella nostra città e in questo senso non vedo rinnovamento tra chi può sostenere praticamente Federico Borgna, mentre mi pare chiaro che la nostra coalizione abbia idee, e persone che possono realizzarle, piuttosto chiare, e non da oggi.
La passata amministrazione non ha fatto male il suo lavoro ma credo che, al di là delle polemiche sulle primarie, abbia mostrato evidenti lacune dal punto di vista della progettazione del futuro della nostra città. I temi su cui la coalizione di Gigi Garelli può fare la differenza sono sotto gli occhi di tutti: partecipazione, lavoro, ambiente, politiche sociali.
Nello specifico si potrebbe semplificare con un sì alla tangenziale ma non ad ogni costo, cioè con un’attenta valutazione dell’impatto ambientale di un’opera così necessaria per il futuro della viabilità non solo cuneese; partecipazione diretta dei cittadini non consigli di pochi a redigere bilanci e consuntivi; scelte per la città da compiere dal lato del Palazzo comunale non dall’altra parte – citando Carlo Benigni;
infine politiche del lavoro con attenzione, da subito visto il tempo perso fino ad oggi, alle emergenze che anche nel nostro territorio vanno di giorno in giorno aumentando, i tavoli di lavoro a Roma alla vigilia delle elezioni con tranquillizzanti rassicurazioni smentite dai fatti il giorno dopo le stesse mi sembra non possano sortire alcune effetto positivo oltre a raggranellare qualche voto.
Se poi vogliamo ragionare sugli aspetti positivi la nostra città ha in sé delle notevole risorse (che continuare a chiamare eccellenze mi fa personalmente un po’ specie) spesso sconosciute anche agli stessi cuneesi. Ha una “fabbrica” della cultura da sviluppare ancora in molte parti e che può davvero creare posti di lavoro veri. Un ambiente e un territorio che, se non salvaguardati con competenza, rischiano di non essere più riconoscibili come i nostri. Insomma tante cose su cui fare dei progetti interessanti nell’ottica di uno sviluppo sostenibile legato al territorio, e su questo forse gli elettori della Lega potrebbero fare qualche riflessione.
Per concludere, avvocato, il rinnovamento, quello vero, credo proprio che sia dalla parte di Gigi Garelli; e invito tutti a verificarlo partecipando agli incontri pubblici in programma, sperando che Federico Borgna accetti di mettersi in gioco in prima persona in più di una occasione…
Cordiali saluti
Francesco Segreti