Non sarà uno tsunami. E nemmeno un terremoto. Ma certo le elezioni amministrative appena consumatesi sono destinate a lasciare tracce (e qualche mal di pancia) anche nella maggioranza della Comunità Montana del Monviso, che ancora sostiene il seggiolino del presidente dottor Aldo Perotti. La mancata candidatura alla tornata amministrativa di Barge di Maurizio Rasetto costringerà ora Perotti e la sua cerchia all’ennesimo rimpasto. Già, l’ennesimo. Perché prima toccò a Silvano Dovetta subentrare al posto del defenestrato Bernardino Matteodo, poi a Piero Abburà di prendere il posto del cognato appena nominato presidente del Parco del Po ed ora si rende vacante la poltrona di Rasetto, per la cui sostituzione – stando ad alcune voci solitamente bene informate – si starebbe pensando ad un allargamento a parte dell’attuale minoranza, con un coinvolgimento in prima persona del sindaco di Ostana Giacomo Lombardo.
Fantapolitica? Può darsi. Certo è che la necessità di puntellare il proprio traballantissimo scranno – specie dopo l’addio del fidato Rasetto – per il presidente Perotti è diventata se possibile ancor più pressante di qualche mese fa. Per intanto si sa chi surrogherà Rasetto, fatte salve poco ipotizzabili rinunce, nel Consiglio dell’Ente. Si tratta del sindaco Rifreddo Cesare Cavallo, nella passata legislatura addirittura presidente del Consiglio della Comunità Montana, poi relegato ai margini dell’Ente dall’ultimo posto conquistato tra i candidati della lista “Montagna e sviluppo” (la lista di Perotti), a pari merito (207 preferenze) con – nell’ordine - Dario Girino, Andrea Picco, Denis Borello e Gabriele Donalisio, ma avvantaggiato su questi ultimi dalla posizione cronologica (la numero 7) all’interno della lista.
Resta tutta da scoprire invece, qualora Cavallo accetti la nomina, cosa egli farà una volta seduto ai banchi consiliari dell’Ente montano. Perché il tempo passa e, a volte, i rapporti si incrinano, anche con il presidenti delle Comunità Montana. Ed ecco che allora Cavallo - cui Perotti aveva preferito l’amico fraterno Roberto Vaglio quale proprio portacolori all’interno del Consiglio delle Terre del Gal (posto che nella precedente legislatura era invece stato occupato dallo stesso Cavallo) - potrebbe ritenersi libero da qualsiasi vincolo e aderire, invece che al gruppo di maggioranza, a quello “misto”, cosiddetto delle “terre di mezzo”, che già conta al suo interno Dino Matteodo e Fabrizio Bessone.
La maggioranza che sorregge il dottor Perotti, fatta inizialmente di 22 elementi, a quel punto ne conterebbe soltanto più 19. Che la renderebbe pur sempre il Gruppo di maggioranza assoluta. Ma solo sulla carta. Molto, molto meno al momento dell’appello.