“Ci aspettavamo una grandissima presenza, ma non così tanta!”. Il sindaco di Cherasco Claudio Bogetti, in attesa di dare il via alla partenza dei ciclisti, commenta entusiasta la presenza di così tanti appassionati del Giro: “È tutto pieno, ci saranno almeno 15mila persone e dopo aver lavorato così tanto questa è davvero una grande soddisfazione. Da oggi Cherasco, oltre che per la gastronomia e per la cultura, sarà conosciuta anche per lo sport. E a settembre bissiamo con il Campionato Italiano di Tiro con l’Arco che si terrà proprio nella nostra città”.
Ma la partenza del Giro (Cherasco-Cervinia, 14ª tappa), con tutto il suo straordinario riverbero, abbassa i toni poco prima del fischio di inizio quando dal megafono viene annunciato il disastro di Brindisi e in omaggio alla studentessa che questa mattina ha perso la vita, l’organizzazione decide immediatamente di dedicarle un minuto di silenzio all’arrivo della tappa.
Intanto i ciclisti partono, i palloncini rosa sono dappertutto e incontriamo l’assessore regionale allo sport e turismo Alberto Cirio che non nasconde orgoglio ed entusiasmo: “La cosa più importante per me – spiega – è che il Giro passi dal Piemonte per una precisa strategia: eventi come questo aiutano lo sport, il ciclismo e scaldano i cuori. Ma soprattutto aiutano il ‘movimento’ e la promozione turistica e garantiscono un ritorno economico immediato. Tanti appassionati di ciclismo significa tanti turisti che frequentano le nostre terre, che dormono nei nostri alberghi e mangiano nei nostri ristoranti. E questo per noi è motivo di grande soddisfazione”.
Ma oltre alle ragioni della politica ci sono anche quelle del cuore: “Per me il Giro d’Italia è legato alla figura di mio padre, che non c’è più. Lui era un grandissimo appassionato di calcio ma soprattutto di ciclismo e quando passavano le gare lui veniva giù da Torino a Sinio in bicicletta”.