Era il 3 maggio scorso quando andava in rete l’articolo nel quale si presentava l’attività di Alana Lake e Cristopher Russell, giovani artisti chiamati nell’Antico Borgo di Monchiero per un periodo creativo coordinato da Martini Arte Internazionale e seguito a livello di pubbliche relazioni da Marachella Gruppo. Rimandiamo a tale articolo (http://www.targatocn.it/2012/05/03/leggi-notizia/argomenti/alba-e-langhe/articolo/monchiero-creativita-residenziale-per-due-giovani-artisti-allantico-borgo.html ) per dettagli sul progetto e passiamo senza indugio ad analizzare i tre lavori pittorici sin qui approntati dallo statunitense Russel. Innanzi tutto i titoli: “Baby Steps”; “Big Wall”; “High Baroque”.
Partiamo dal primo: già nel titolo di questo articolo vi è un richiamo ai passi. Là si tratta di primi passi, qui di piccoli passi. Persino il sotto-titolo richiama al concetto di passi successivi.
Ma analizziamo l’opera: i colori sono distribuiti senza risparmio; la parete bianca della montagna innevata è sovrastata da tonalità crescenti di verde; in basso a destra (forse sono costoro a suggellare il significato del titolo, con la loro ascesa) un gruppo di persone (stimabile in 14 – 16) è reso mirabilmente nonostante vi sia in realtà solo un abbozzo per ciascuna figura. Anche le ombre sono rese, nella loro essenzialita’, in modo chiaro e netto. L’interpretazione di alpinisti in ascesa è fuori discussione. E’ ininfluente, poi, stabilire se il gruppo reca nella parte finale una slitta (come parrebbe, data l’altezza limitata dell’elemento che chiude la fila) o se vi sono zaini per ciascun membro del gruppo. Il capo-cordata pare infatti non gravato da ingombri sulle spalle. L’opera è compatta e dal formato irregolare. La pittura assolutamente materica rafforza la potenza del manto nevoso e sembra quasi solcata, all’estremità bassa, a destra, dal passaggio della comitiva. Senza dubbio evocativo, il titolo: piccoli passi, ma sicuri; per una meta imponente che campeggia sovrana e che occupa gran parte della superficie dell’opera.
Altra situazione nel lavoro che ha per titolo “Big Wall”: terre aride e pareti che senza dubbio ricalcano il concetto di maestosità. Striature orizzontali marcate (sono una caratteristica che si ritrova spesso nei lavori del pittore nativo di Boulder, Colorado) e vegetazione tipica di zone aride. Di certo qui l’artista non ha tratto ispirazione dalle vicine Alpi che da Monchiero Alto sono ben visibili. Due note sulle luci: all’altezza della desolata vegetazione un richiamo ad una luminosità intensa, forse a determinare la potenza del sole che non perdona. Come se non bastasse, la parte alta è un tripudio di raggi che di fatto creano mistero circa la effettiva altezza della grande parete richiamata dal titolo. Non poteva fare di meglio, Christopher, per esaltare la rilevanza dei due elementi: roccia e sole, ovvero entita’ terrena e luce immane che da’ vita ma che puo’ arrivare a negarla se l’ambiente e’ ostile.
Infine “High Baroque”: forse la vera sintesi tra i due precedenti lavori. Le pareti rocciose svelano, se attentamente osservate, una mirabile commistione di elementi del paesaggio citato per “Big Wall” ma regalano una neve tardo-primaverile che la vista percepisce (forse inconsciamente, in virtù del modello “Colorado” proposto in precedenza) come rimasuglio su pareti “bollenti”. Si badi poi che la montagna assume, in alto, a destra e a sinistra, connotati formali, percepibili come nessi architettonici ben chiari. E poi, magia votiva, centrale, in basso; e’ su questa improbabile chiesa (ma di certo pensata dal Russell come sfida religiosa all’imponenza della natura) che si fonda la riuscita visione sacra che a poco a poco prende forma nell’artista e che le pagine del suo blog personale (http://purplepanniers.tumblr.com/ ) richiamano con una certa insistenza. A tal punto che l’edificio religioso rappresentato nell’opera lo si ritrova fotografato li’. Basta scorrere le foto (varie per genere) dall’alto verso il basso e, ad una certa altezza, contrassegnata dalla didascalia “Looking out the window”, eccolo!.
E’ certamente così: quel suo "Dovrebbe essere un'estate produttiva" che riprendemmo da una sua dichiarazione fissata nel precedente articolo, citato in apertura, sta effettivamente palesandosi senza indugi. E quel “Guardando dalla finestra” traducibile dalla didascalia si riempie di elementi mistici.
Torneremo ancora a parlare di questa iniziativa residenziale per artisti. Riproponendoci a breve di seguire anche le evoluzioni della fotografa Alana Lake, sua compagna di esperienze creative nel suggestivo Borgo Antico.