Attualità - 15 giugno 2012, 15:56

Cota difende il taglio delle linee ferroviarie piemontesi: "Cosa dovremmo fare di diverso dal mettere bus al posto di treni?"

Il presidente della Regione attacca gli organizzatori delle manifestazioni di protesta: "Interessati più alla visibilità personale e politica che ad altro. Ho un'altra idea di Governo"

La stazione di Saluzzo. Nel riquadro: il presidente Cota nel giorno della sua elezione

Dalla sezione di Cuneo della Lega Nord riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, ha inviato a tutti gli organi di stampa:

Sono sempre stato più che tollerante in nome dell'interesse dei cittadini e della concordia istituzionale, ma negli ultimi tempi non sto trovando uguale correttezza in molti che sembrano più interessati alla visibilità personale e politica che ad altro.

L'argomento prediletto di quanti forse pensano di vivere ancora negli agi della Prima Repubblica e non in una situazione di grave crisi generale, è la riforma del trasporto pubblico locale ed in particolare della razionalizzazione delle tratte ferroviarie.

Da Presidente della Regione, e quindi da persona che ha responsabilità di Governo, ho dovuto insieme all'Assessore ai Trasporti predisporre un piano di razionalizzazione del trasporto ferro-gomma. Per anni abbiamo avuto tratte servite sia da treni che da bus entrambi mezzi vuoti. Mi dispiace, ma non è più possibile e sostenibile in tempi come questi.

Non è possibile continuare a tenere in piedi tratte dal costo medio (ad es. la Cuneo-Savigliano-Saluzzo) di oltre 3mila euro a passeggero con punte di oltre 15mila euro su alcune corse. Chiedo a chi critica: cosa dovremmo fare di diverso dal mettere bus al posto di treni su una tratta così evidentemente antieconomica?

La cosa paradossale è che chi organizza le proteste sulle tratte che saranno convertite a gomma ha come riferimento partiti che sostengono proprio quel Governo che ha tagliato i trasferimenti alle Regioni sui trasporti e ci obbliga a rimodulare i servizi.

Noi più che agire da persone responsabili, basandoci sulle cifre, non stiamo lasciando a piedi nessuno, ma semplicemente sostituendo treni con bus e su altre tratte bus con treni.

Anche le polemiche sul mantenimento sperimentale su ferro per qualche mese delle linee Novara-Varallo e Vercelli-Casale sono assolutamente strumentali e non nel merito: si tratta di linee oggetto di intervento, in quanto considerate poco efficienti e un eventuale mantenimento su ferro dovrà essere verificato dati alla mano.

In conclusione mi chiedo: chi oggi organizza le proteste su alcune tratte che saranno sostituite da bus vuole forse che la Regione non dica la verità, faccia finta di niente e continui a fare assurdi debiti, che alla fine sarebbero comunque i cittadini piemontesi a dover pagare? Scusate, ma personalmente ho un'altra idea di Governo, fatta di riforme, assunzione di responsabilità e chiarezza.

Roberto Cota, Presidente della Regione Piemonte

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Il presidente della Regione nella sua lettera cita quanto costerebbe mantenere in funzione una linea antieconomica come la Savigliano-Saluzzo-Cuneo. Ma quello che dimentica di dire, ed insieme a lui i vertici provinciali del suo partito, da noi interpellati una settimana fa, è quanto costerà invece smantellare un'altra tratta tagliata dal piano Regionale, la Cuneo-Mondovì. Con il ponte sul Gesso rifatto qualche anno fa e quello della tangenziale di Beinette, inaugurata appena l'anno scorso, costruito ad hoc per bypassare la strada ferrata. Anche questi sono soldi che i cittadini piemontesi hanno dovuto pagare. (c.m.)