Eventi - 23 luglio 2012, 14:56

A Demonte ritorna la rassegna di cinema all’aperto dedicata a Lalla Romano

Giovedì 26 luglio alle 21,30 il primo appuntamento presso i Giardini di Palazzo Borelli

Partita a quattro

Giovedì 26 luglio alle ore 21,30, presso i Giardini di Palazzo Borelli a Demonte (piazza Statuto), con la proiezione del film “Partita a quattro” di Ernst Lubitsch, prende il via la rassegna “L’eternità in un istante – Lalla Romano e il cinema”, iniziativa promossa dal Comune di Demonte e dall’associazione Amici di Lalla Romano, in collaborazione con l’associazione culturale Marcovaldo, per lo “Spazio Lalla romano”. L’ingresso è libero. “Grande appassionata e frequentatrice di cinema, Lalla Romano ha sempre dato molta importanza alla cinematografia, ritenendola fra le espressioni più alte dell’arte del Novecento – spiega Antonio Ria, curatore della rassegna -. Nei suoi scritti spesso cita e a volte commenta film che le sono sembrati particolarmente significativi. La proiezione in luglio di due di questi film sarà accompagnata dalla lettura dei relativi testi. La seconda parte della rassegna, in agosto,  prevede la ‘prima’ demontese del film-documentario ‘Lalla Romano. L’inverno in me’ del regista brasiliano Wiliam Farnesi, prodotto dall’associazione Amici di Lalla Romano, e del documentario televisivo ‘Lalla Romano e la montagna’ del regista italiano Stefano Viaggio, prodotto dalla Rai/Valle d’Aosta, entrambi girati in buona parte a Demonte”.

Per informazioni contattare l’associazione culturale Marcovaldo (0171/618260 - www.marcovaldo.it) o l’associazione Amici di Lalla Romano (02/86463326 - 3485601217 - antonioria@libero.it).  

“L’ETERNITÀ IN UN ISTANTE - LALLA ROMANO E IL CINEMA”    

Giovedì 26 luglio – ore 21.30

PARTITA A QUATTRO di Ernst Lubitsch, USA, 1933, b/n, 90’

Due amici sono amati dalla stessa ragazza, ma trovano un accordo e mettono su casa insieme… «Nella vita reale due amori compresenti creano un conflitto interiore, un tormento. In questa commedia non degli equivoci ma delle ambivalenze, Miriam dice, rivolgendosi a entrambi: “Un uomo può amare due donne, e una donna invece deve scegliere; non è giusto!”» (Lalla Romano).  

Venerdì 17 agosto – ore 21.30

SUSSURRI E GRIDA di Ingmar Bergman, Svezia, 1972, b/n, 90’

Agnese sta morendo di un male incurabile, e per l’occasione è accudita dalle sue due sorelle, Karin e Maria, e dalla badante Anna… «La dimensione fantastico-metafisica è connaturata a tutta l’opera, è essenziale: senza di essa il film non può essere inteso nella sua interezza e verità. […] Bergman, cresciuto nella dura morale protestante, è implacabile; senonché non si tratta di moralismo, ma di poesia» (Lalla Romano).  

Venerdì 24 agosto – ore 21.30

LALLA ROMANO: L’INVERNO IN ME di Wiliam Farnesi, Italia, 2008, colore, 57’

Con la consulenza di Antonio Ria, il regista brasiliano Wiliam Farnesi ripercorre le tappe biografiche e poetiche di Lalla Romano, soffermandosi nei luoghi della sua vicenda personale e di scrittrice-pittrice, iniziando da Demonte. Una ricerca segnata dall’espressività iconica, via via rappresentata dalla danza, dal canto, dalle rivisitazioni sceniche, interpretate attraverso il tema dominante dell’inverno, con un’indagine sul particolare momento di “scissione” nella vita di Lalla Romano: il suo passaggio dalla pittura alla narrativa. I “maestri” Joubert, Delacroix, Flaubert ed Elias Canetti interagiscono con Lalla Romano mescolandosi alla poesia, ai romanzi, alle interviste: in un dialogo immaginario sul silenzio, la musica, la memoria. I testi letterari, le voci femminili che si alternano, le invenzioni sceniche proiettano questo film in una dimensione esplicitamente poetica, esso stesso “segno” di poesia.  

Venerdì 31 agosto – ore 21.30

LALLA ROMANO E LA MONTAGNA di Stefano Viaggio, Rai/Valle d’Aosta, 2009, colore, 50’

L’esperienza della montagna come occasione per la riflessione sulla vita, il destino e la morte: così nelle opere di Lalla Romano Le penombra che abbiano attraversato, La villeggiante, Vetan e Nei mari estremi. L’osservazione della montagna da parte della scrittrice piemontese diventa un momento intimo in cui si esprimono concetti e valori universali. Già Demonte, paese della Valle Stura dove Lalla Romano nacque nel 1906, è uno dei luoghi fondamentali per la scrittrice. Con il nome di Ponte Stura, a Demonte sono ambientati racconti e romanzi che evocano e reinventano personaggi e situazioni di un tempo lontano e perduto che è possibile conoscere attraverso le fotografie di Roberto Romano, scattate a Demonte fra il 1904 e il 1914. A Demonte, Lalla Romano bambina osserva le montagne: le percorre insieme a suo padre e adolescente sale sulle cime in tante escursioni alpinistiche in cui conosce suo marito Innocenzo Monti. Nel corso di queste gite estive, riflette sulla forma dei monti, sul limite che rappresentano per l’esperienza umana e sul senso di libertà che ispirano. Questa riflessione inizia nelle valli piemontesi e continua in Valle d’Aosta con la descrizione del paesaggio alpino visto da Courmayeur, da Cheneil e da Vetan.