Dopo la promulgazione della sentenza n. 199 con la quale la Corte Costituzionale ha sancito, per la prima volta dalla nascita della repubblica, che un governo non può calpestare la volontà espressa dai cittadini con lo strumento referendario.
Ora un'altra buona notizia ha allietato il popolo dell'Acqua. Il comune di Napoli che da circa un anno sta portando avanti l'impegno a trasformare la SpA ARIN, in ABC, azienda speciale di diritto pubblico, partecipata dai cittadini, ha fissato per il 31 luglio prossimo la data per la firma dell'apposito atto notarile.
Con questo atto sarà il primo comune italiano a dare completa attuazione al voto referendario del 2011 che ha chiaramente indicato di mantenere la gestione dell'acqua fuori dalle regole del mercato evitando la realizzazione di profitti. L'azienda speciale di diritto pubblico rappresenta l'unica forma prevista nell'ordinamento italiano che consente, insieme all'efficienza gestionale, il completo reinvestimento degli utili e la democrazia partecipativa dei consigli comunali, degli abitanti del territorio e dei lavoratori del settore.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, di cui è parte il Comitato di Cuneo, hagià ringraziato le regioni che hanno presentato i ricorsi, in particolare le regioni Puglia, Marche, Emilia-Romagna ed Umbria che hanno basato i loro ricorsi proprio sulla violazione dell'art. 75 della costituzione (regolazione dei referendum).
Ricordiamo che il Forum era impossibilitato a farlo direttamente in quanto la sua
veste giuridica decade dopo l'effettuazione della votazione referendaria. In special modo ringraziamo i giuristi prof. Alberto Lucarelli ed Ugo Mattei per aver
gratuitamente patrocinato la causa.
Ora che nessun legge può più obbligare alla cessione delle aziende di gestione a privati, gli abitanti della provincia di Cuneo esigono che la Conferenza dei
Rappresentanti degli Enti Locali dell'Autorità d'Ambito idrico, finalmente svincolata dalla pesante “tutela” fino ad oggi esercitata dalla amministrazione provinciale, prendano rapidamente la decisione di annullare la delibera 15/2010.
Quest'atto che sancisce la sottomissione alle regole del mercato della gestione dell'acqua in tutta la provincia, essendo basato sull'abrogato art. 23bis, è da ritenersi illegittimo. Contemporaneamente la conclusione del percorso di ripubblicizzazione avviato dal comune di Napoli con la giunta Demagistris, fornisce un chiaro e percorribile esempio di rispetto del voto dei cittadini.
COMITATO CUNEESE ACQUA BENE COMUNE