Attualità - 26 luglio 2012, 16:30

Mancano almeno 200 agenti di polizia penitenziaria nella Provincia di Cuneo

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Antonio Amodeo segretario provinciale SAPPE.

A Cuneo mancano almeno 50 agenti di polizia penitenziaria, altrettanti nella Città di Saluzzo, ed i rimanenti andrebbero a sanare vacanze organiche che, ormai croniche si protraggono in quel di Alba e Fossano. In qualità di Segretario Provinciale dell'Organizzazione Sindacale del Comparto Sicurezza Sappe (Sindacato di Polizia Penitenziaria) ho il dovere di denunciare questa "voragine" che con il passare dei mesi andrà sempre più a dilatarsi fino a non riuscire più ad avere il controllo. Quanto detto nasce da una direttiva emanata dagli Organi Centrali che stabilisce, non una proporzione riferita alla capienza di un Penitenziario, ma addirittura dalla presenza di detenuti al momento della verifica; non credo sia questo il parametro che sino ad oggi è stato utilizzato per concentrare uomini e donne della Penitenziaria nei vari Reparti, circa 202 distribuiti capillarmente sul Territorio dello Stato. Hanno prestato giuramento di fedeltà allo Stato Italiano 500 agenti della Penitenziaria, e nel piano di assegnazione del Dipartimento la Provincia di Cuneo è rimasta esclusa, andando a concentrare un esiguo numero di poliziotti penitenziari solo al Reparto di Aosta; come una goccia nel mare, e questo non conforta, anche in considerazione dei "turn-over" dei pensionamenti mai sanati nell'arco degli anni, solo al Reparto di Fossano nell'arco di pochi mesi sono stati messi in quiescenza circa 21 assistenti capo, figura apicale del ruolo. Non credo sia possibile gestire la popolazione detenuta unicamente con la video-sorveglianza in quanto in occasione di evento critico si deve essere in grado di poter intervenire efficacemente ed efficientemente, ma questo a parere dello scrivente può avvenire con la risorsa umana (quando un macchinario di una fabbrica ha bisogno di assistenza tecnica interviene l'essere umano per il necessario ripristino) ovvero l'intervento dell'Agente sia sotto l'aspetto repressivo che umano andando a coniugare giustizia e fermezza anche per quegli "utenti" (detenuti) che hanno intenzione di espiare la propria pena detentiva sapendo di aver sbagliato. Ritengo pertanto necessario che il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria intervenga con correttivi, assegnando nuova linfa in Provincia di Cuneo, unitamente ad equipaggiamento ordinario e Mezzi di Servizio necessari a garantire l'operatività dei Nuclei Traduzione e Scorte sul Territorio Nazionale Italiano.