Il 28 luglio Stefano Bollani, grande amico di Monfortinjazz and more, torna sul palco dell’auditorium Horszowski per un nuovo progetto musicale insieme a Hamilton De Holanda, mandolinista brasiliano tra i più apprezzati a livello mondiale.
Il duo si esibirà in un concerto ricco di sfumature musicali e creatività, combinando il jazz con elementi della musica popolare brasiliana. Pianoforte e mandolino complici in scena per una serata all’insegna dell’ottima musica contemporanea, un grande ritorno di Bollani in versione Carioca!
Stefano Bollani comincia giovanissimo a suonare il pianoforte ed esordisce come musicista professionista all’età di quindici anni. Dopo una prima esperienza come turnista nel mondo della musica pop, Bollani riesce ben presto a ritagliarsi un posto nel jazz, collaborando con grandi star come Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Bobby McFerrin, Chick Corea, Michel Portal, Franco D’Andrea e molti altri. I suoi concerti vengono ospitati sui palchi più prestigiosi del mondo come l’Umbria Jazz, il Festival di Montreal, la Town Hall di New York, la Fenice di Venezia e la Scala di Milano.
Tra le pietre miliari della sua carriera va ricordata la collaborazione con il suo mentore Enrico Rava, cominciata nel 1996 e mai interrotta. I due grandi musicisti incidono insieme ben quattordici dischi e suonano sullo stesso palco in centinaia di concerti. Nel 1998 Bollani viene nominato miglior nuovo talento dalla rivista specializzata Musica Jazz. Sempre nello stesso anno, parallelamente alla guida del suo gruppo “L’orchestra del Titanic”, Bollani si butta nella realizzazione di un ambizioso progetto in omaggio alla musica degli anni ’30 e ’40, attivando collaborazioni artistiche con Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto e tanti altri.
Non sazio delle contaminazioni di genere e delle sperimentazioni, Bollani partecipa a numerosi progetti con musicisti sperimentali come Hector Zazou e Giovanni Sollima e non si fa intimorire da progetti discografici e live del pop-rock italiano con grandi nomi come Elio e le storie tese, Cristina Donà, Samuele Bersani e Paolo Benvegnù. Non passa anno che non veda Bollani premiato per il suo talento, per la sua curiosità e per la contaminazione artistica dei suoi progetti. Nel 2003 riceve il premio Carosone; l’anno successivo la rivista giapponese “Swing journal” gli conferisce il premio “New star award” riservato ai talenti emergenti stranieri, premio assegnato per la prima volta ad un musicista non americano. Bollani sperimenta anche il teatro, dividendo la scena con la Banda Osiris negli spettacoli “Guarda che luna” e in “Primo Piano” e collaborando con attori come Marco Baliani, Ivano Marescotti, Maurizio Crozza e Lella Costa. Per quest’ultima firma le musiche di tre spettacoli, “Alice:una meraviglia di paese”, “Amleto” e “Ragazze” tutti con la regia di Giorgio Gallione. Il pianista non perde di vista l’ambito classico, esibendosi come solista in numerose orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Vienna, la Santa Cecilia di Roma, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano. Per la televisione e la radio è ospite del programma di Renzo Arbore “Meno siamo meglio stiamo” ed è ideatore e conduttore, insieme a David Riondino, della trasmissione radiofonica “Dottor Djembè”. Dal gennaio 2009 firma tutte le sigle del palinsesto di Radio Rai Tre. La sua carriera continua ad essere costellata di premi e riconoscimenti. Viene votato tra i cinque musicisti più importanti del 2007 dalla rivista “Allaboutjazz” di New York, riceve lo “European Jazz Preis” a Vienna, nel 2008 la Regione Toscana gli conferisce il “Gonfalone d’argento” mentre durante il “North Sea Festival” di Rotterdam nel 2009 gli viene consegnato il “Paul Acket Award”. Nel 2010 riceve la Laurea Honoris Causa dal Berklee College of Music di Boston con solenne cerimonia all’Umbria Jazz di Perugia.
Negli anni è diventato sempre più stretto il suo legame con il Sudamerica. Dopo lo straordinario successo del disco Bollani Carioca con più di 30.000 copie vendute, nel 2007 viene invitato a suonare il piano a coda in una favela di Rio de Janeiro, proposta fatta in precedenza solo ad Antonio Carlos Jobim. Collabora attivamente con molti musicisti brasiliani come Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Marcos Sacramento, Ze' Renato, Monica Salmaso, Nilze Carvalho, Na' Ozzetti e con il mito Caetano Veloso, con il quale e stato protagonista di due grandi concerti a Cagliari e all’ Umbriajazz 2008.
Nell’autunno del 2011 Bollani ha “bucato” il grande schermo proponendo in seconda serata su Rai3 il programma “Sostiene Bollani”, condotto insieme a Caterina Guzzanti. Le sei puntate sono state un crescendo di successo e hanno ospitato grandi nomi della musica contemporanea. Il 30 aprile del 2012, in occasione della giornata mondiale del Jazz indetta dall’Unesco, è andata in onda la puntata “Sostiene Bollani Speciale”. Durante la serata Bollani ha trasformato lo studio Rai in una “casa del jazz”, ospitando grandi artisti come Paolo Rossi, il fisarmonicista francese Richard Galliano e la cantante spagnola Concha Buika. Grazie al successo di pubblico e critica la trasmissione sarà riconfermata anche per la seconda stagione.
Hamilton De Holanda, virtuoso del mandolino a dieci corde, ha celebrato nel 2010 i trentacinque anni di carriera come musicista. Creatore di una musica nuova, grazie al suo personale metodo per suonare il mandolino, De Holanda si è guadagnato diversi soprannomi come “Jimmy Hendrix del mandolino”, “Principe del mandolino” o più semplicemente “il Re”. All’età di dieci anni il giovane Hamilton ha modificato il tradizionale strumento aggiungendo due corde: questa è stata la svolta per la creazione di un suono nuovo, più completo e totale. Ogni suo concerto conquista il pubblico e contribuisce alla costruzione di una carriera già costellata di premi. Hamilton è un musicista che combina tradizione e modernità, sviluppando una polifonia completa e un’espressività sonora e percussiva ricca di sfumature. Ha ottenuto per ben due volte il premio come Best Instrumentalist per le categorie musica accademica e musica popolare. Questo premio gli ha permesso di trasferirsi a Parigi per un anno, permanenza che ha dato una svolta internazionale al suo lavoro. Nel gennaio 2005 ha suonato al concerto di lancio per l’anno del Brasile in Francia e il suo CD 1 byte 10 strings, primo album solista registrato con un mandolino a dieci corde, ha ricevuto la segnalazione da “Le Monde de la Musique”, il più importante giornale di musica europeo. Il musicista ha inoltre ricevuto tre nomination ai Grammy latini per gli album Brasilianos, Brasilianos 2 e Flower of life. Il suo quintetto ha ricevuto il “premio TIM”, il “Prêmio da Música Brasileira” e la segnalazione come miglior gruppo dal giornale “JAZZ+ magazine”. Grazie alle sue straordinarie doti musicali, Hamilton è perfettamente a suo agio in qualsiasi formazione, dall’esecuzione solista all’orchestra.
A conclusione della serata, come da tradizione, verrà offerto in degustazione il Barolo di Monforte, offerto dai produttori locali. Biglietti euro 35, inizio dello spettacolo alle 21.30