Egregio signor Direttore,
siamo alle comiche. Non mi viene in mente altra espressione per commentare il siparietto che si è consumato sul suo giornale tra l'On. Costa e l'assessore Russo a proposito della soppressione dei tribunali.
I due signori, esponenti del centrodestra, sembrano dimenticare che è stato il loro governo ad approvare, circa un anno fa, la famigerata legge delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziare, termone eufemistico per indicare la soppressione dei tribunali minori.
Per amore di verità occorre precisare che anche gli altri partiti, PD e UDC, "fulminati sulla via di Damasco", si sono prontamente accodati, una volta andati al governo, per ammazzare il sistema della giustizia di prossimità in Italia. Una giustizia che funziona, che dà lavoro, che non obbliga a lontani spostamenti le persone che ne necessitano. Ma tant'è.
Sembra che la salvezza della nostra disastrata repubblica dipenda unicamente dalla soppressione di 36 uffici giudiziari. Con lodevoli eccezioni, s'intende. Infatti il tribunale di Ivrea, che caso vuole ricada nel collegio elettorale dell'On Vietti, importante vicepresidente del CSM, è già stato salvato. Ora si profila il salvataggio del tribunale di Pinerolo, collegio dell'On. Merlo, del tribunale di Alba-Mondovì, collegio nientemeno che del relatore nella Commissione giustizia On Costa e così via.
Scorrendo il testo del parere espresso dalla Commissione Giustizia della Camera sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie si vede un esempio da manuale di "mercato dei tribunalini" che non più tardi di un mese fa il ministro Severino tanto vituperava. Insomma, chi ha i santi in paradiso sopravviverà e gli altri, peggio per loro.
Altrimenti non si capisce perchè il tribunale di Saluzzo possa essere sacrificato quando si propone di salvare Chiavari in nome della struttura nuova e della vicinanza del carcere, come Saluzzo. Oppure di salvare Sanremo in quanto tribunale di confine con istituto carcerario con 330 detenuti esattamente come Saluzzo il cui territorio confina con stato estero ed ha un carcere recentemente ampliato e che, una volta terminato, potrà ospitare fino a 400 detenuti.
Proseguendo nella lettura del parere dell'aurea commissione si legge che "... in Piemonte si pone il caso della provincia diCuneo (...) nella quale si trova anche il Tribunale di Mondovì (sic) che fra quelli aventi sede in comuni non capoluogo della Corte d'Appello di Torino è quello con maggiore estensione territoriale (...). Si ritiene quindi necessario il mantenimento di almeno un tribunale subprovinciale attraverso l'attribuzione ad un attuale circondario (i malpensanti pensano ad Alba, nda) di un'ulteriore area limitrofa (Mondovì?) ecc.ecc."
Questi sono i nostri rappresentanti nella più alta Assise della Repubblica. Queste sono le persone che tra sei mesi verranno a chiedere il nostro voto: i mercanti del tempio. E tra sei mesi, mi auguro, il popolo sovrano, che non abita solo a Mondovì, Alba, Ivrea ecc, li rimanderà a casa.
Cordiali saluti.
Mario Guerra