Curiosità - 23 agosto 2012, 14:17

Riscoprire la voglia e la tradizione di fare da soli un buon dolcetto da pasto

Iniziativa di un gruppo di produttori per riannodare quei contatti che al di là dell’affare reciproco una volta erano "qualcosa di più"

Era una bella tradizione che durava da decenni, forse oggi un po' persa, ma non del tutto dimenticata, quella che riguardava coloro i quali volevano farsi del buon vino dolcetto da pasto per uso famigliare e quindi nel periodo prima della vendemmia salivano sulle colline delle Langhe, Roero e Monferrato per acquistare piccole parte di uve da produttori con cui spesso si annodavano rapporti di forte amicizia, con scambio di prodotti, acquisto di piccoli bovini e ottimi pranzi da consumare sull’aia prima del carico e della pesatura.

Agricoltori della pianura o delle vallate cuneesi compravano queste uve per poi trasformarle in vino, che diventava un momento di orgoglio e di benessere da presentare ad amici e conoscenti nei convivi invernali, quando magari fuori faceva freddo o nevicava copiosamente.

Una bella storia, che oggi i produttori delle uve dolcetto vogliono far riscoprire, cercando di riannodare quei contatti che in definitiva al di la’ dell’affare reciproco erano qualcosa di più.

Un gruppo di produttori è quindi disponibile sin da ora, in attesa che le uve trovino la loro giusta maturazione, e lancia un appello, che in momenti di crisi( forse non solo economica...) può voler dire molto. Ritrovare, insomma, quel giusto entusiasmo sulle uve rosse soprattutto dolcetto, forse troppo dimenticate rispetto a più blasonati vini o, peggio, a prodotti di dubbia qualità e provenienza. 

Per informazioni su questa curiosa e simpatica inziativa si può far riferimento a Mauro Bongiovanni, cell. 335- 5653602  ag5132@saraagenzie.it