Era una bella tradizione che durava da decenni, forse oggi un po' persa, ma non del tutto dimenticata, quella che riguardava coloro i quali volevano farsi del buon vino dolcetto da pasto per uso famigliare e quindi nel periodo prima della vendemmia salivano sulle colline delle Langhe, Roero e Monferrato per acquistare piccole parte di uve da produttori con cui spesso si annodavano rapporti di forte amicizia, con scambio di prodotti, acquisto di piccoli bovini e ottimi pranzi da consumare sull’aia prima del carico e della pesatura.
Agricoltori della pianura o delle vallate cuneesi compravano queste uve per poi trasformarle in vino, che diventava un momento di orgoglio e di benessere da presentare ad amici e conoscenti nei convivi invernali, quando magari fuori faceva freddo o nevicava copiosamente.
Una bella storia, che oggi i produttori delle uve dolcetto vogliono far riscoprire, cercando di riannodare quei contatti che in definitiva al di la’ dell’affare reciproco erano qualcosa di più.
Un gruppo di produttori è quindi disponibile sin da ora, in attesa che le uve trovino la loro giusta maturazione, e lancia un appello, che in momenti di crisi( forse non solo economica...) può voler dire molto. Ritrovare, insomma, quel giusto entusiasmo sulle uve rosse soprattutto dolcetto, forse troppo dimenticate rispetto a più blasonati vini o, peggio, a prodotti di dubbia qualità e provenienza.
Per informazioni su questa curiosa e simpatica inziativa si può far riferimento a Mauro Bongiovanni, cell. 335- 5653602 ag5132@saraagenzie.it