Attualità - 08 settembre 2012, 17:44

Bailo ha ricordato le 8 vittime dell’eccidio nazista di Carignano (7 settembre 1944)

Fabio Bailo

Sono passati tanti anni, 68 ormai, da quel 7 settembre 1944 che insanguinò la frazione Virle di Carignano, eppure il ricordo è ancora vivo nel dolore dei famigliari e nell’angoscia dei testimoni dell’epoca.

Era una calda mattinata di un estate che non si decideva a finire quella nella quale furono trucidati dai nazisti mediante impiccagione Antonio Cossu, Liberale De Zardo, Guido Portigliatti, Pietro Mancuso, Giorgio Brugo e tre braidesi: il professore Leonardo Cocito, il meccanico Marco Lamberti e lo studente di chimica Giorgio Porello. Un sentito omaggio alla loro memoria è stato reso venerdì 7 settembre da Fabio Bailo, presidente del consiglio comunale di Bra.   Erano le 10 del 7 settembre 1944 quando in località Virle i nazisti issarono una forca dalla quale pendevano otto nodi scorsoi.

Uno dopo l’altro i condannati furono fatti salire su un tavolo che immediatamente dopo veniva tolto loro sotto i piedi. In poco più di un ora la mattanza era compiuta. I cadaveri rimasero esposti a penzoloni sino a sera perché tutti vedessero.   

Senza dubbio il condannato più famoso era Leonardo Cocito, che era  stato professore di lettere al liceo di Alba avendo come amico e collega il filosofo Pietro Chiodi e come allievo, tra gli altri, Beppe Fenoglio (che ricorderà entrambi i docenti trasfigurandoli nei personaggi di Corradi e Monti ne Il partigiano Johnny). Natali genovesi, formazione classica, comunista, Leonardo Cocito è stato maestro morale di una intera generazione di antifascisti albesi e non solo. Quando fu reso noto l’armistizio, l’8 settembre 1943, Cocito si trovava presso la caserma di fanteria di Alba. Il giorno successivo, il 9 settembre, mentre i quasi duemila uomini della caserma furono presi in ostaggio da un pugno di tedeschi, Cocito usciva dall'accerchiamento su un camioncino stipato di armi poi servite per organizzare la Resistenza. A partire da quella data fu infatti uno dei primi e principali organizzatori della Resistenza roerina muovendosi tra Santa Vittoria e Monticello d'Alba. A metà agosto 1944 fu catturato dai fascisti del presidio Muti di Alba durante una falsa tregua. Con lui furono catturati anche Marco Lamberti, Chiodi e altri. Furono portati tutti alle carceri Nuove a Torino.

Mentre Chiodi fu inviato in campo di concentramento, Cocito, Marco Lamberti, Giorgio Porello e alcuni altri furono consegnati ai tedeschi che li impiccarono poco dopo, il 7 settembre, a Carignano.

Prima di essere ucciso, alle 10,25 precise di quella tragica mattina, Cocito declinò le sue generalità con voce tonante: «Tenente Cocito Leonardo fu Giuseppe e di Nardi Albina, coniugato, nato a Genova il 9 gennaio 1914, residente a Bra, via Vittorio Emanuele n. 145. Viva l'Italia!». Con un «Viva l'Italia!» presero congedo dalla vita anche gli altri due braidesi, Marco Lamberti e Giorgio Porello.