Riceviamo e pubblichiamo.
La siccità che in questi mesi estivi ha colpito anche il territorio della nostra Provincia ha riaperto in molte sedi il dibattito sugli invasi, come quello ipotizzato a Moiola, in Valle Stura. Su tale progetto, il Pd cuneese, come la maggior parte degli amministratori dell’area, ha una posizione di chiara contrarietà. I perché sono da ricercare nella tipologia di opera che dovrebbe essere costruita e nella conformazione della Valle.
Il setto impermeabile che dovrebbe essere infatti realizzato sotto la diga, sino al substrato roccioso - assolutamente indispensabile per la sua stabilità - taglierebbe ortogonalmente l’intero deposito alluvionale del fondovalle. In questo modo si ridurrebbe drasticamente l’alimentazione della falda a valle dell’opera con il probabile disseccamento delle risorgive esistenti sino allo sbocco dello Stura nella piana e l’alterazione della circolazione sotterranea dell’acqua di quella parte di pianura interessata dalla diminuzione degli apporti della montagna. Inoltre, per la conformazione stessa dell’invaso (grande estensione e bassa profondità), durante le operazioni di svaso (mesi irrigui), comparirebbe sulle sponde del serbatoio una larghissima fascia di terreno ricoperto dal sedimento trasportato dal fiume, senza vegetazione alcuna, che darebbe una sensazione di grande desolazione proprio nel periodo di massimo afflusso turistico. Anche in questo caso è prevedibile il forte impatto che se ne avrebbe sul paesaggio, probabilmente tale da danneggiare l’immagine stessa della valle e da rendere difficile lo sviluppo delle attività turistiche.
Questi sono i principali motivi di natura tecnica per cui il Pd è contrario a quest’opera, mentre è favorevole, disposto e impegnato nell’affrontare con serietà e lungimiranza il problema della sempre più pressante carenza di acqua. Affrontarlo, però, mettendo a fuoco la riflessione su tutte le possibili soluzioni: dalla realizzazione di invasi in territori e aree con caratteristiche diverse e più compatibili con l’ambiente e l’economia delle valli, a un migliore sfruttamento della risorsa idrica con contemporanea produzione di energia elettrica, al sostentamento delle attività agricole ed agroalimentari. Tuttavia, poiché la quantità di acqua a disposizione non è incrementabile a nostro piacimento, crediamo che per risolvere il problema della sua carenza non sia sufficiente la realizzazione di uno o più invasi, per quanto capienti e gestiti con modalità innovative. Noi pensiamo sia necessario affrontare il problema ragionando in primo luogo sulle modalità dell’uso e del consumo della risorsa acqua, trovando modo di evitarne il prelievo indiscriminato e comunque non più sostenibile dal territorio.
Emanuele Di Caro Segretario Provinciale
Guido Chiesa Segreteria Provinciale - Responsabile ambiente