Politica - 13 settembre 2012, 10:31

Risposta tiepida della città alla presentazione di “Progetto Saluzzo”

Una settantina in tutto i presenti, formula all inclusive, contando proprio tutti insomma, 50 le sedie vuote, segno che ci si attendeva molto di più: Allemano, mai citato, sotto tiro

Il tavolo di "Progetto Saluzzo" con, da sinistra, Bachiorrini, Ambrogio, Farina e Anello (© targatocn)

La città ha risposto tiepidamente al battesimo ufficiale dell’Associazione “Progetto Saluzzo”, avvenuta ieri sera nell’austero e magnifico Antico Palazzo Comunale. Una settantina in tutto i presenti, formula all inclusive, contando proprio tutti insomma. Una cinquantina le sedie vuote, segno che ci si attendeva molto di più. Tra i presenti gli assessori regionali Alberto Cirio e Claudio Sacchetto (veri e propri padrini della nuova “creatura”), il presidente dell’ordine degli avvocati Maurizio Bonatesta, i consiglieri comunali Aldo Terrigno, del Polo Civico, e Domenico Andreis, della Lega Nord. Tra gli assenti, oltre a qualche bel nome di Saluzzo che sembra fosse atteso, soprattutto donna Gianna Gancia, per una piccola indisposizione dell’ultima ora che ha colpito la presidente della Provincia. Tra gli ospiti virtuali illustri, pur se mai citato, il sindaco Paolo Allemano, verso la cui amministrazione un po’ tutti hanno puntato le loro bocche da fuoco. La campagna elettorale è forse cominciata. Complice anche la lettera apparsa ieri su targatocn a firma dell’ex sindaco Stefano Quaglia.

La serata, a parziale giustificazione degli assenti (che però non potevano sapere) ha aggiunto poco a quanto già si sapeva sull’itinerario di questa nuova realtà cultural-politica presieduta da Andrea Farina. Ad aprire le “danze” è stato il vicepresidente Elio Ambrogio: “Saluzzo meritava un’associazione che rispecchiasse l’ambito culturale del centrodestra, espressione delle 3 anime che vi albergano all’interno: quella liberale, quella cattolica, quella federalista. Tre ambienti politici che possono dialogare” ha detto.

Le prime bordate nei confronti della Giunta Allemano sono giunte, e non poteva essere altrimenti, dal capogruppo Pdl in Consiglio Comunale Fulvio Bachiorrini: che – “notata la presenza di persone che da tempo non vedevo più interessarsi dalla politica e delle quali siamo evidentemente riusciti a stimolare l’interesse” – ha poi centrato la sua attenzione sulla “Saluzzo depauperata dei propri servizi essenziali”: “Via i treni, chiuso il tribunale, declassato l’ospedale e chiuse le poste di Cervignasco – ha detto – e non voglio fare il menagramo, ma non è finita qui. Altri servizi territoriali chiuderanno di qui a qualche mese... Le ricadute sul futuro socio-economico della città saranno terribili. Per non parlare poi di Castiglia e di politica urbanistica, né dell’umiliazione patita con l’accostamento con Rosarno. Saluzzo non è razzista. Né lo sono i suoi agricoltori. Noi siamo per la solidarietà, ma a patto che questa conviva in un giusto equilibrio con la solidarietà, la legalità ed il rispetto della tradizione”.

Poi è stata la volta del consigliere provinciale (e presidente dei commerciati del Saluzzese) Alberto Anello: “Quelli delle Ferrovie dello Stato non sono gli unici treni persi da Saluzzo in questi anni. E la città merita ben altro, come un’immagina internazionale. Il nostro, più che un ‘progetto’ è una nuova casa in cui tutti hanno la possibilità di entrare, se ne condividono le idee ed hanno la voglia di lavorare. Basta vincere con le facce, è giunto il momento di vincere con i  programmi”.  

Ma l’affondo maggiore è forse giunto dall’assessore regionale al Turismo Alberto Cirio: “Sono qui perché ho aderito con l’entusiasmo dell’amicizia piuttosto che con la ragione. Ma sono qui anche perché qualche amico di partito mi ha chiesto di non esserci… Credo che questa Associazione sia utile ad alimentare il cambiamento ed a superare la crisi di rappresentatività della politica. Perche Saluzzo merita ben altro. Perché – ha detto richiamando la parabola dei 10 talenti assegnati a tre servi a paragonando l’Amministrazione cittadina al servo che ha nascosto la sua parte – qui si stanno sprecando le risorse artistiche, culturali, artigianali, agricole, ambientali ed enogastronomiche. Ciò nonostante qui i turisti vengono lo stesso, nonostante nessuno dica loro dove andare e cosa fare. Ecco lo spreco di Saluzzo. Da anni sto attendendo, dopo averlo richiesto, che qualcuno mi presenti un pacchetto di proposte che offrano itinerari su come trascorrere 24 ore in Valle Po. E da anni questo non arriva. Di Saluzzo ricordo anche la lettera di un assessore che, mentre decine di altri Comuni facevano a gara per ospitare la Juventus (fatta rientrare in Piemonte dalla Regione), lui lamentava i soldi spesi per costruire l’operazione di marketing. Ecco i talenti che Saluzzo ha sprecato e continua a sprecare”.

Walter Alberto