Politica - 01 ottobre 2012, 07:00

Comunità Montane addio: pubblicata venerdì dalla Regione la Legge che ne sancisce l’estinzione

Ma se i politici si ingegneranno di certo per trovare posto nelle Unioni di Comuni, il personale verrà purtroppo messo in mobilità: non si potrebbe fare inversamente?

La sede della Comunità Montana del Monviso

Il Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, che l’ha pubblicata venerdì scorso, la chiama asfitticamente “Legge regionale 28 settembre 2012, n. 11  - Disposizioni organiche in materia di enti locali”. Passerà alla storia come la Legge che ha cancellato definitivamente dal panorama degli Enti Pubblici del Piemonte le 21 Comunità Montane esistenti sul territorio regionale. Che le ha dichiarate “estinte”, per attenerci ad un’espressione inequivocabile che compare nella Legge entrata in vigore venerdì. La Regione ne ha disposto la soppressione, con fini – recita la Legge – “di semplificazione amministrativa e contenimento della spesa pubblica”.

I Comuni che ne costituivano l’ossatura hanno ora 90 giorni di tempo per presentare alla Regione le proposte di aggregazione nel rispetto dei requisiti richiesti e gestire in forma associata almeno 3 dei servizi previsti dalla spending review e 15 ulteriori mesi per fare la stessa cosa con gli altri 6: il catasto, la protezione civile, la pianificazione territoriale, la polizia municipale, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, le scuole, i trasporti, l’urbanistica ed i socio-assistenziali. Alcuni di questi servizi già oggi vengono gestiti associativamente, tramite convenzioni fra Comuni o addirittura da consorzi di Comuni. Basti pensare ai rifiuti, alla Polizia Municipale, ai servizi socio-assistenziali, alla Protezione Civile. Questo sarà al momento sufficiente per avvicinarsi gradatamente alla data della rivoluzione: quel 2014 entro il quale tutti e 9 i servizi sopra elencati dovranno in qualche modo venire gestiti in forma associata. O da Unioni di comuni (che avranno durata determinata dallo statuto per un periodo non inferiore a dieci anni e, sembra, non soggetti al rispetto dei patti di stabilità) o da convenzioni fra comuni(la cui durata non potrà essere inferiore a tre anni): in entrambi i casi il numero minimo dei cittadini compresi nell’una o nell’altra non potrà essere inferiore a 3mila.

Stabilito anche come  sarà composto il Consiglio delle Unioni di Comuni: al suo interno dovrà essere garantita la presenza di un rappresentante per ogni comune aderente per un numero di componenti che non superi il numero dei componenti previsto per l'organo esecutivo dei comuni con popolazione pari a quella complessiva dell'Unione. Il paradosso è che in vece di una sola Comunità Montana d’oggi potrebbero sorgere domani 3, 4 o addirittura 5 Unioni di Comuni.

Il personale attualmente impiegato nelle Comunità Montane? Verrà messo in mobilità e la Regione favorirà la loro assunzione a copertura dei posti vacanti degli organici di altri enti locali o di enti pubblici non economici prevedendo forme di incentivazione finanziaria per dieci esercizi finanziari, nella misura del 70% per i primi 3 anni, del 60% per il quarto anno, del 50% per il quinto, del 40% per il sesto, del 30% per il settimo, ottavo e nono anno e del 20% per il decimo anno.

W.A.