E’ una polemica che non si arresta neppure ora che sul conto bancario di Caterina Urso sono stati accreditati un bel po’ di euro quella che vede contrapposti la vedova di Antonio Sinigallia – l’uomo deceduto all’interno dell’ospedale di Saluzzo l’11 aprile 2005 e che “una buona condotta del medico (il dottor Paolo Allemano: ndr) e la presenza in ospedale di un team addestrato ed attrezzato ad affrontare l’arresto intra-ospedaliero” gli avrebbero invece fornito 34% di probabilità di essere dimesso vivo – e l’Asl CN1, ma in particolare il medico di guardia quel maledetto giorno.
Poche ore dopo la pubblicazione di un nostro articolo circa l’avvenuto accredito del “risarcimento” da parte della compagnia assicurativa dell’Asl CN1, il dottor Allemano aveva chiamato il giornale per richiederne l’integrazione con alcuni elementi a suo dire importanti.
Le precisazioni del dottor Allemano erano, in estrema sintesi, finalizzate a puntualizzare 4 aspetti: l’assoluta assenza di rilevanza penale dalla vicenda; la querela che lui prima aveva sporto nei confronti della donna a seguito di alcuni fatti pubblici che l'avevano vista protagonista (poi ritirata a fronte delle pubbliche scuse); l’esistenza di una seconda querela, attualmente in corso sporta dall'Asl CN1 nei confronti della stessa signora Urso ed il fatto che la decisione di accettare di risarcire la signora Urso era stata assunta dalla Compagnia d'assicurazione con specifica che venisse evidenziato, in ogni atto, che non vi erano responsabilità dell'Asl CN1 stessa e del personale dell'ospedale.
Ora arriva, a stretto giro di posta elettronica, anche la replica dell’avvocato Sabrina Sardella del Foro di Torino, difensore della signora Urso e dei figli Massimiliano e Sabrina Sinigaglia.
“In relazione all'articolo apparso sulla testata internet targatocn.it relativo alla condanna dell'Asl CN1 al risarcimento a favore degli eredi per la morte di Antonio Sinigaglia ed alle successive precisazioni rese dal dottor Paolo Allemano, la signora Urso intende rettificare quanto segue:
1. La circostanza dell'avvenuta archiviazione del procedimento penale a carico di Allemano (all'epoca la Urso era seguita da altro collega di Torino) nulla toglie e nulla aggiunge alle diverse determinazioni del Giudice del Tribunale Civile di Saluzzo, dottoressa Perego, che ha invece ritenuto sussistente la responsabilità sia dell'Asl CN1 sia del medico di turno al Pronto Soccorso all'epoca dei fatti, Dr. Allemano.
2. Sebbene con accordo transattivo post-giudizio, che a fronte di un risarcimento inferiore ha comportato la rinuncia all'appello da parte dell'Asl CN1, quest'ultima ha risarcito gli eredi Sinigaglia sulla base di una sentenza di condanna.
3. Non risulta allo stato alcuna denuncia-querela a carico della signora Urso da parte dell’Asl CN1.
4. La precedente denuncia presentata da Allemano contro la Urso, poi parzialmente ritirata (pende attualmente uno strascico) dallo stesso, è stata originata dallo sfogo di una donna disperata e null'altro.
Certa che vorrà pubblicare quanto sopra meglio precisato, con l'occasione Le invio cordiali saluti”.