Attualità - 17 gennaio 2013, 17:36

Famiglie piemontesi più povere si consolano con computer, tablet e smartphone

Sono gli unici beni di consumo che resistono ai contraccolpi della crisi – il cui mercato in controtendenza è cresciuto del 3,7% - forse perchè si tratta di beni cosiddetti consolatori

Immagine di repertorio

Il reddito si assottiglia, si piange per la crisi ma non si resiste alla tentazione di mettere le mani su computer, tablet e smarthpone. A rivelarlo la radiografia dei consumi in Piemonte relativa al 2012, effettuata da Findomestic. In Piemonte il reddito pro capite è crollato del 2,5% passando dai 20.588 euro del 2011 ai 20.082 euro dello scorso anno, ma comunque superiore rispetto alla media nazionale di 17.655. Biella si riconferma la città più ricca con 21.997 euro, seguita da Vercelli con 20.784 e Torino con 20.597. Fuori dal podio Cuneo, al quarto posto con 20.208. Fanalino di coda invece Verbania con 16.835. I piemontesi sembrano disposti a risparmiare su tutto, dall’auto, agli elettrodomestici, ai mobili, ai televisori, ma non agli attraenti computer, smartphone e tablet. Questi ultimi sono gli unici beni di consumo che resistono ai contraccolpi della crisi – il cui mercato in controtendenza è cresciuto del 3,7% - forse perché rientrano in quei beni cosiddetti “consolatori” che distolgono dai problemi quotidiani e tengono compagnia. E in ogni caso offrono la pagina Facebook come spalla su cui piangere, dando sfogo alle proprie ansie e frustrazioni.  

 

i.d.